Ristrutturazione o spostamento: se ne parla da decenni

La discussione Già negli anni ’80, con gli azzurri in serie A, c’era l’idea di un nuovo impianto a Lazzago
Nuovo stadio, Sinigaglia da chiudere, da ampliare, da spostare. Da decenni l’impianto cittadino è al centro dell’attenzione di tutti. Di chi dice che è il più bello del mondo per la sua posizione in riva al lago, praticamente unica.
E chi lo odia, lo fa sempre per la sua posizione, ma in questo caso per i problemi logistici causati da un impianto a contatto con le case, vicino al centro cittadino, in una zona di pregio, con tutto quello che comporta per i residenti e sul fronte della gestione dell’ordine pubblico.
Ecco perché, appunto, la vicenda tiene banco da decenni. Già negli anni ’80, con il Como che ben figurava in serie A, si iniziò a parlare di uno spostamento, e in pole position c’era la piana di Lazzago.
In anni più recenti l’ex presidente Enrico Preziosi si incontrò con l’allora numero uno della provincia Armando Selva per parlare di un nuovo impianto. Correva l’anno 2001. E anche altri dirigenti azzurri furono ospitati a Palazzo Cernezzi per affrontare il problema. Si parlò di «una struttura fuori dalla convalle e vicina all’autostrada». Il Comune di Villa Guardia, peraltro, diede una disponibilità di massima. Ma non se ne fece nulla, come è noto.
In anni più recenti non sono mancate nuove idee e proposte, soprattutto quella di mettere mano al Sinigaglia e renderlo fruibile sette giorni su sette, idea peraltro appoggiata dall’attuale dirigenza del Calcio Como. E ora la clamorosa proposta della società che vuole rifarlo. Un nuovo capitolo di una storia quasi… infinita.

Massimo Moscardi

Nella foto:
Uno dei vari progetti di ristrutturazione presentati negli ultimi anni. Questo risale al 2010

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