Ristrutturazioni delle case, secondo i Verdi minacciano le rondini
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Ristrutturazioni delle case, secondo i Verdi minacciano le rondini

Le trasformazioni edilizie minacciano rondini e rondoni che da secoli nidificano a Como. La portavoce dei Verdi della Lombardia, Elisabetta Patelli, scrive così al Comune di Como per chiedere la tutela di questi volatili.

“Como ha sempre ospitato importanti colonie di rondoni e altre rondini comuni, stanziati per lo più in centro storico, nell’area ex S.Anna e negli anfratti di edifici pubblici in convalle – scrive Elisabetta Patelli – Questi volatili a seconda delle specifiche caratteristiche fisiche nidificano dentro a buchi in grotte, in muri, in alberi, in palazzi o sotto le grondaie. Intorno al mese di settembre migrano verso il Sud Africa volando in grandi stormi ed è lì che passeranno l’inverno, per poi tornare in Europa intorno ad aprile. Si tratta di specie che sono un patrimonio del nostro ambiente urbano, rappresentano un elemento portante della cultura, della storia e dell’ambiente nella nostra comunità e hanno un effetto equilibratore nelle catene alimentari per il controllo sulla proliferazione di molti insetti”.

Rondini Rondini

“Negli ultimi anni – prosegue la portavoce dei Verdi – in tutta Europa i rondoni e le rondini sono calati enormemente di numero per il fatto che i nuovi palazzi e soprattutto le ristrutturazione dei vecchi, viene praticata la chiusura di tutti i fori lungo le pareti e sui tetti. Fori a cui gli uccelli accedevano ogni anno dopo 15mila chilometri di migrazione provenendo dai luoghi di svernamento in Africa. Le trasformazioni edilizie sono la causa principale di diminuzione delle specie che da secoli nidificano in città sugli edifici dell’uomo.Anche a Como dove per fortuna si stanno moliplicando interventi di edilizia, manca purtroppo l’attenzione a questi aspetti che sono invece caratteristici di un agire più avanzato e più consapevole”.

I Verdi chiedono così che venga urgentemente approvata una “delibera che introduca norme comunali di protezione di queste colonie, ad integrazione del regolamento edilizio, contenenti tutta una serie di misure tecniche per mantenere aperti gli accessi ai nidi, per agevolare la costruzione dei nidi e/o l’applicazione di nidi artificiali in sostituzione a quelli già presenti e asportati a causa di delle opere edili”.

Vengono inoltre chieste campagne di sensibilizzazione e informazione sul tema di rondoni e delle rondini e della biodiversità urbana, rivolte alla cittadinanza e alle scolaresche.

22 maggio 2018

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Paolo

Paolo Annoni pannoni@corrierecomo.it


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