Cronaca

Ritardi sulla grande mostra, polemica tra Lucini e Gaddi

altIl sindaco: «Comunicazione con incarichi regolari». L’ex assessore: «Stile Ddr»

Tiene ancora banco – e si accende e si scalda con frasi al calor bianco se non proprio al vetriolo, a due settimane dall’inaugurazione fissata per il 23 marzo – il caso della prossima grande mostra di Villa Olmo, la prima in cui si gioca la credibilità dell’attuale giunta di centrosinistra che governa il capoluogo sul piano delle politiche culturali. Si accende, la polemica, con un battibecco politico di polemiche a distanza e ha sullo sfondo, come simbolica immagine di stallo, un trampolino di lancio promozionale che è ancora al palo. La pubblicità di cui gode la mostra sembra infatti quantomeno debole e affidata solo a un comunicato stampa. E si punta ad avere almeno 50mila

visitatori da qui a luglio.
Ma diamo uno sguardo dietro le quinte per cominciare. A due settimane dall’inaugurazione, pare sia stato finalmente sbloccato l’iter che ha portato alla definizione dei manifesti per la mostra di primavera. Pare infatti che solo venerdì scorso sia stata decisa – ma è ancora top secret ufficialmente – l’immagine-guida che identificherà nella campagna promozionale la mostra agli occhi del grande pubblico cui essa si rivolge.
Si è arrivati alla definizione dopo un periodo di prove che avrebbe di fatto ritardato la partenza della campagna stessa.
Negli anni scorsi, pur in mezzo a difficoltà, la promozione delle mostre di Villa Olmo si era dimostrata quantomeno dotata di più certezze a questa altezza cronologica.
Intanto proprio venerdì sera, in diretta tv ospite della trasmissione “Etg+” dell’emittente Etv condotta dal giornalista Davide Cantoni, il sindaco di Como, Mario Lucini ha precisato che la macchina organizzativa della mostra «non è in ritardo» e ha smentito le voci serpeggiate in città nei giorni scorsi in merito a un eventuale slittamento dell’inaugurazione di una settimana. E si è tolto qualche sassolino dalla scarpa sul piano della metodologia organizzativa. «Siamo riusciti a chiudere le procedure e gli affidamenti – ha detto a Etv il primo cittadino – È fondamentale che si sia partiti in modo diverso rispetto al passato con un contratto di Csu firmato e tutti gli incarichi per la comunicazione regolari». Si poteva partire prima? «Partiamo, partiamo. L’importante è che per tutti quanti sia una mostra interessante e utile e che vada bene».
Sul suo profilo Facebook l’assessore alla Cultura della precedente giunta di centrodestra di Como, Sergio Gaddi, sentitosi tirare in ballo da Lucini, pur senza essere citato direttamente come termine di paragone tra una gestione virtuosa (quella attuale) e una allegra e poco rispettosa delle norme e delle procedure (la sua), non ha fatto mancare il suo contributo che possiamo eufemisticamente definire caustico: «Il sindaco Lucini – scrive Gaddi sul social network – dovrebbe scusarsi con la città per la gestione a dir poco dilettantesca della nuova mostra e per aver fatto perdere a Como il beneficio di oltre 90mila visitatori, ossigeno in tempi di crisi. E invece che fa? Parla di procedure “fantasiose” usate in passato. Qui di fantasiosa c’è solo la sua abissale ignoranza sui temi culturali. Da grigio impiegato di sinistra stile Ddr si rifugia dietro la burocrazia, dicendo comunque stupidaggini perchè le mie procedure “fantasiose” hanno portato capolavori internazionali, mentre la sua gestione impiegatizia sta producendo una mostrina da Pinacoteca».
E in merito alla natura tutta comasca del progetto che parte dal maestro dell’architettura futurista Antonio Sant’Elia, ha rincarato la dose così: «Questa sua strisciante arroganza sta facendo anche un enorme danno allo stesso geniale Sant’Elia, “valorizzato” nel peggior modo possibile». Dimenticandosi però che, nel 2009, definì pubblicamente lo stesso Sant’Elia indegno di Villa Olmo e incapace di produrre numeri significativi al botteghino.
C’è da scommettere che, dati i toni, la polemica sia destinata a non placarsi man mano che si approssima la data dell’inaugurazione.

L.M.

Nella foto:
Uno dei disegni del futurista Antonio Sant’Elia che saranno ospitati a Villa Olmo
10 marzo 2013

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