Cronaca

Rito civile e religioso, il numero dei matrimoni va verso il pareggio

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La società che cambia
Nel 2012 si sono dette “sì” 1.868 coppie

(f.bar.) Ritorna la voglia di sposarsi. E ormai non c’è quasi più differenza tra il numero di riti celebrati in chiesa e in Comune.
Ci si sta sempre più approssimando a un clamoroso pareggio. Nel 2012, infatti, in provincia di Como si sono giurati eterno amore ben 1.868 coppie.
I numeri Istat prendono come riferimento la provincia di residenza della sposa. E tale cifra complessiva è così ripartita: 1.041 riti religiosi e 827 civili. Ormai il 44,3% degli sposi si promette fedeltà

eterna davanti al sindaco e non più dinanzi a Dio.
Questo è il primo significativo elemento che emerge dall’analisi, riferita al 2012, elaborata dall’Istituto nazionale di statistica.
Come detto, il 2012 segna anche il primo anno, addirittura dal lontano 1972, in cui si è registrata una leggera crescita complessiva, in tutta Italia, dei matrimoni.
Si parla di 207.138 nuove coppie con una media di 3,5 ogni mille abitanti. Ovvero 2.308 in più rispetto al 2011 quando si registrarono 204.830 riti.
Un leggero rialzo dopo i picchi negativi fatti segnare nel periodo 2008-2011 con una media di circa 45mila celebrazioni in meno ogni 365 giorni. I nostri vicini di Varese sembrano essere ancor più attirati dalla nozze in comune.
Nella provincia varesina, infatti, il dato dei matrimoni civili sale al 45,35% su un totale di 2.847 riti. Con 1558 matrimoni religiosi e 1289 civili. A livello italiano, nel 2012, sono state celebrate con rito religioso 122.297 nozze.
Un numero in calo di 33mila unità negli ultimi 4 anni. I matrimoni civili invece hanno visto un recupero negli ultimi due anni pari a 5.340 cerimonie, arrivando a rappresentare il 41% del totale a livello nazionale.
Al Nord i matrimoni con rito civile (53,4%) superano quelli religiosi e al centro sono ormai uno su due (49,4%). Un altro elemento significativo, riferito sempre al 2012, riguarda infine i “primi” matrimoni di italiani. Mantenendo sempre come criterio la provincia di residenza della sposa, nel comasco sono 984 quelli religiosi e 480 i civili per un totale di 1.392. E l’incremento dei matrimoni celebrati con rito civile interessa sempre di più anche i primi matrimoni di coppie italiane, passati dal 18,8% del 2008 al 24,5% del 2012. Tornando alle cifre complessive e spostandosi a livello regionale, in Lombardia si è passati dai 44.279 matrimoni del 1991 ai 34.327 del 2008. La discesa è proseguita nel 2011 quando i numeri indicavano in 28.136 i riti celebrati, per arrivare, nel 2012, alla lieve crescita che ha portato il numero complessivo delle celebrazioni a quota 28.400 con un saldo attivo di 264.
Infine, ritornando invece a considerare il leggero incremento, in termini assoluti, del numero complessivo di matrimoni in Italia, va detto che ciò è dovuto alla ripresa dei riti in cui uno – o entrambi – dei coniugi è di cittadinanza straniera. Nel 2012 sono state infatti celebrate 30.724 nozze di tal natura (15%), oltre 4mila in più rispetto al 2011. Un dato comunque ben inferiore di oltre 6mila unità rispetto al picco massimo del 2008. Diminuiscono invece le prime nozze tra sposi entrambi di cittadinanza italiana che sono state 153.311 nel 2012.
Negli ultimi 5 anni il loro numero è diminuito di oltre 39mila unità. Un’ultima annotazione: prevalgano i matrimoni in regime di separazione dei beni (oltre due su tre), ovvero circa il 68,9%. Spulciando tra le cifre si nota come la provincia con la più alta percentuale di matrimoni civili sia quella di Livorno con il 62,7%.

Nella foto:
Sopra, un rito civile e, a destra, uno religioso. I numeri delle unioni si avviano al pareggio anche in provincia di Como
22 Novembre 2013

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Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


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