Ritorno in aula e Coronavirus, i dubbi delle famiglie. La pediatra: «Situazione gestibile»

Ministro Istruzione

Il ritorno all’asilo e a scuola, in un anno segnato dalla pandemia da Covid, porta con sé un carico di domande e preoccupazioni da parte delle famiglie.
Fra regole, linee guida e protocolli i dubbi non mancano: a cercare di dipanarli, in primis, i pediatri. Dopo questi lunghi mesi molti genitori sono più consapevoli e informati, i bambini sembrano essere meno esposti al virus ma il confronto con il proprio medico è necessario.
«Le famiglie si pongono il problema della gestione dei bambini in comunità – sostiene la pediatra Roberta Marzorati – e sul controllo di eventuali raffreddori o febbricole che potrebbero comportare un allontanamento dei piccoli dall’asilo».
Ci si interroga insomma sulla quotidianità, sulla possibilità che basterà qualche linea di febbre associata alla tosse per mettere in allarme famiglia e scuola. I pediatri – così come i medici di base per gli adulti – saranno chiamati ad altri mesi di super lavoro. Anche perché saranno loro a certificare lo stato di salute. «La situazione sarà gestibile – aggiunge Marzorati – È necessario aspettare per capire, tutti quanti assieme, come muoversi in un contesto che per noi è comunque nuovo».
Al centro delle riflessioni delle famiglie anche la vaccinazione contro l’influenza per i bambini; in particolare si parla molto del nuovo vaccino spray che viene somministrato nelle narici evitando così la classica iniezione intramuscolare. Non protegge dal Covid, ma viene raccomandato. «In fase di diagnosi, eliminando l’ipotesi di influenza – conclude la pediatra – si può anche valutare che si possa essere in presenza di Coronavirus e quindi agire in merito. Questo vaccino anti-influenzale, inoltre, evita di avere una infiammazione delle alte vie respiratorie, fattore che, con una difesa precaria, darebbe una possibilità in più al virus di colpire l’individuo».
I numeri di ieri
A fronte di 17.082 tamponi effettuati, sono stati 237 i nuovi positivi riscontrati in Lombardia. Il rapporto tra il numero dei nuovi tamponi e i positivi riscontrati è pari all’1,38%.
I guariti e dimessi sono stati 39 in più e portano il totale complessivo a 76.407. Una persona in più risulta ricoverata nelle terapie intensive (in totale 22). Due in più rispetto a martedì i decessi registrati nella nostra regione.
A Como sono stati 11 in più i nuovi positivi rispetto al precedente bollettino. Milano registra un aumento di 89 contagi (di cui 57 nel capoluogo), 25 a Bergamo, 28 a Brescia, 24 a Monza Brianza. Soltanto a Sondrio non sono stati registra ti casi nuovi.

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