Dietro le quinte del Forum Ambrosetti. Rituali e liturgie che si ripetono sulla terrazza di Villa d’Este

villa d'Este, forum Ambrosetti 2019

Abitudini e rituali che sono quasi un cerimoniale. Liturgie. Che si ripetono immutabili nel tempo. Attese, persino, da chi partecipa. Perché nulla come ciò che si conosce conferma a ciascuno di trovarsi nel posto giusto. Il Forum Ambrosetti è anche questo. E lo si comprende soprattutto nelle pause caffè, quando la varia umanità che popola la terrazza di Villa d’Este si affolla davanti ai tavoli.
Fra tazzine e bicchieri, tra pasticcini e piccoli assaggi, le tonnare delle telecamere assaltano i vip di turno. Il brusio si alza e rende impossibile capire le parole del vicino. Mentre gli ospiti dell’albergo si guardano attorno, sorpresi e spaesati.
E poi c’è il gong. Richiamo all’ordine discreto e un po’ fané, suonato al termine del coffee break. Segnala la ripresa dei lavori. Sancisce la nuova, temporanea separazione tra giornalisti e addetti ai lavori, tra chi cioè partecipa alle discussioni nel salone ovattato al piano terra della grande villa e chi, invece, torna per breve tempo a sfaccendarsi sulla riva.
Non c’è dubbio che l’insieme è comunque di grande effetto. E ben si comprende perché tutte le televisioni montino i loro studi volanti scegliendo il lago come fondale. Lo specchio d’acqua che riflette le montagne, con le loro tonalità di verde scuro, è innegabilmente uno spettacolo affascinante. Nessuno può negarlo.
Renato Brunetta, oggi deputato di Forza Italia, frequenta il Forum da almeno 30 anni. «Il lago mi piace molto, per il suo microclima straordinario e per l’insieme unico di acqua, terra e montagna. Trovo che sia un po’ triste quando piove, a differenza della mia laguna». Il veneziano Brunetta coglie la differenza tra «l’orizzontalità della laguna e la verticalità del lago e delle sue montagne. Una dimensione raccolta, che partecipa di civiltà e culture diverse, della laboriosità tipica delle genti lombarde».
Di un «lago sempre molto bello» parla l’ex ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, deputato Dem. «Purtroppo venerdì il tempo non è stato amichevole – dice – ma qui al Forum, e in ogni altra occasione in cui posso fermarmi a guardarlo, apprezzo sempre il vostro lago».
Si gioca facile, quando si chiede un giudizio sul Lario. Se ne avvede Sergio Rizzo, una delle firme più note del giornalismo italiano e inventore, con Gian Antonio Stella, della “casta”.
«È più spot l’Ambrosetti di George Clooney? – dice sorridendo – E davvero Como ha bisogno di altra pubblicità? Mi pare che ormai sia sufficientemente famosa». Il rapporto di Rizzo con l’acqua dolce è «molto bello. Non è che frequenti ossessivamente i laghi, ma tutte le volte che vengo qui sto bene. Non lo nego: è un posto meraviglioso. E non mi riferisco soltanto alla parte naturalistica. Penso all’urbanistica: è tutto molto ordinato, e ti fa una certa impressione soprattutto se poi torni a Roma».
Per Flavia Prodi, moglie dell’ex primo ministro e presidente della commissione Ue, Romano, «il Lago è invece un grande ricordo d’infanzia. Avevamo dei cugini a Como e venivamo qui in gita. È sempre bellissimo da vedere, anche se un po’ triste».
Chi sul Lario torna sempre «molto volentieri» è anche Cindy Hensley, vedova dell’ex senatore e candidato repubblicano alla presidenza degli Usa John McCain. «Sono già stata a Como in passato, è un luogo che mi piace», ha detto al Corriere, aggiungendo di essere felice di poter parlare delle «sfide del sociale un contesto di dialogo con il mondo dell’economia».
«Come fa a non piacerti un posto simile – sottolinea sorridendo l’ex direttore del TgUno Gianni Riotta – il Lago di Como è sicuramente uno dei panorami e dei microclimi più belli del mondo, sono sincero; vengo qui da anni e vedere un lago del Nord con le montagne sulle cui pendici fioriscono i limoni resta per me unico e straordinario».
Per Rula Jebreal, giornalista e scrittrice, questa è stata invece la prima volta sul Lario. «Adoro qualsiasi località che colleghi l’Italia con il resto del mondo – dice – l’isolamento degli ultimi mesi ci ha danneggiato. Dobbiamo aprirci al mondo. E questo lago è un punto di collegamento importante, soprattutto con l’Europa».

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