Sport

Rivelazioni decisive di Ferrario, ex azzurro

Calcioscommesse – Il difensore ha parlato della presunta combine di Lecce-Lazio
Ci sono anche le deposizioni dell’ex giocatore del Como Stefano Ferrario, 27 anni, tra gli atti dell’inchiesta di Cremona sul calcioscommesse, che ha portato, lunedì mattina, a una serie di clamorosi provvedimenti, tra cui l’arresto di Stefano Mauri, capitano della Lazio, e degli ex lariani Omar Milanetto e Christian Bertani.
Ferrario lo scorso 18 maggio ha infatti confermato agli inquirenti ciò che sapeva relativamente al giro di scommesse e in particolare quello relativo alla partita
Lecce Lazio, terminata 2-4, disputata il 22 maggio del 2011.
Il difensore è cresciuto nel vivaio del Como ed è stato tra i titolari nella stagione 2004-2005 in serie C, quella in cui, per seri problemi economici, la società, che sarebbe fallita nel mese di dicembre, costruì una rosa imperniata sui giocatori del vivaio.
Stefano si ritrovò così titolare per forza di cose assieme ad altri atleti che avrebbero poi fatto una buona carriera, come Fabiano Santacroce e Marco Parolo.
Nel momento in cui tutti i giocatori furono svincolati d’ufficio, Ferrario si accasò alla Ternana. Ha poi militato con il Ravenna prima di calcare i campi della serie A con Lecce e Parma.
Con il Lecce, come detto, Ferrario è entrato suo malgrado nell’inchiesta sul calcioscommesse, e con la sua collaborazione ha contribuito a squarciare un muro di omertà anche se all’epoca, pur essendo a conoscenza dei fatti, non li denunciò.
Ma ora il suo contributo è stato decisivo per chiarire agli inquirenti la vicenda relativa a Lecce-Lazio. Ferrario, in pratica, avrebbe sostenuto che gli era stata chiesta la disponibilità ad alterare il risultato. Agli inquirenti avrebbe poi detto di essere stato avvicinato dall’ex calciatore Alessandro Zamperini prima della partita, che gli disse che c’erano «amici che volevano mettere soldi sulla partita».
«A quel punto – aggiunge Ferrario – lo fermai dicendogli che la proposta non mi interessava». Come detto, l’ex azzurro non denunciò la cosa, ma ora quanto ha riferito ha contribuito a rinforzare le accuse degli inquirenti che indagano su quella gara.
Da quanto emerso, per quella partita il cosiddetto gruppo degli “ungheresi” avrebbe messo a disposizione degli atleti del Lecce, che avrebbero dovuto perdere, 600mila euro.
Di questa sfida aveva parlato anche agli inquirenti Carlo Gervasoni, altro elemento cresciuto nel vivaio azzurro, che è stato coinvolto in questo scandalo e che ora sta fornendo la sua collaborazione per gli atti dell’inchiesta.

Nella foto:
Carlo Gervasoni, ex azzurro coinvolto nello scandalo, ora collabora con gli inquirenti
30 maggio 2012

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Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


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