Rivivrà per due giorni il trenino di Franz Kafka

Una gloriosa pagina di storia dei trasporti locali
Il 26 maggio a Villa Camozzi di Grandola ed Uniti e il 27 maggio sulla ciclabile che unisce Piano di Porlezza e Bene Lario si svolgerà una grande festa per ricordare il progetto – risalente al lontano 1872 – di collegare tra loro con un tracciato ferroviario e di battelli il Lario, il Ceresio e il Verbano, e quindi Menaggio e Luino con Lugano. La costruzione fu affidata all’ingegnere Emilio Olivieri, che nel novembre del 1884 aprì all’esercizio la Menaggio-Porlezza. Il trenino fece il suo primo viaggio la mattina del 17 novembre 1884, e si fermò definitivamente
55 anni dopo, il 31 ottobre 1939.
L’iniziativa di fine maggio è dei Comuni di Carlazzo, Bene Lario e Grandola ed Uniti, della Compagnia del Castello di Valsolda, dell’Anffas e del Museo Etnografico e Naturalistico Val Sanagra. Su una tratta di 2,5 chilometri, un trenino su ruote trasporterà i viaggiatori tra Piano e Bene Lario. Durante il percorso si potranno effettuare 3 fermate che rievocheranno con i loro nomi quelle di un tempo. Una documentazione fotografica a ogni fermata ricorderà quali erano le originali. Non mancheranno degustazioni di prodotti enogastronomici locali.
Quello della Menaggio-Porlezza era un convoglio sbuffante, a “binario ristretto” e cioè a scartamento ridotto (0,85 metri). La tratta era lunga 12,241 km. Il tracciato presentava pendenze vertiginose (fino al 5‰) e si sviluppava sul fianco del Monte Crocetta, fino ad affacciarsi alla valletta del torrente Valstera in località Pastura, per poi proseguire nella direzione opposta, verso Nord, da dove, superata una galleria lunga poco più di cento metri sopra Croce, scendeva lungo la valle del Binadone. Fu un’occasione persa per lo sviluppo del territorio, la Menaggio-Porlezza, che venne sepolta dai debiti senza più risollevarsi. Ne illumina l’intero tracciato, quasi traversina per traversina, il giornalista del “Corriere di Como” Dario Campione nel suo recente libro Il trenino del signor K. (pp. 288, 32 euro). L’autore ha dedicato anni allo studio dei documenti relativi a questa ferrovia ora fantasma su cui viaggiò anche il grande scrittore Franz Kafka (da cui il titolo, romantico e intrigante). Campione ha sciolto tutti i nodi: le premesse, i personaggi, i retroscena, le contraddizioni spesso “kafkiane” tra le varie burocrazie coinvolte.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.