Cronaca

Rivolta, esordio con il botto. Ma l’addio è amaro

alt L’inchiesta – Il lavoro dei parlamentari comaschi
«I parlamentari contano davvero poco, tutto è deciso da chi sta al governo»
Pronti, via. Trenta proposte di legge in un giorno. L’inizio della XVI legislatura, per Erica Rivolta, è stato all’insegna della voglia di cambiare. Dall’abolizione dei prefetti alla creazione della Provincia della Valcamonica; dalla legge a favore delle compagnie teatrali dialettali, alla legge contro l’accattonaggio in strada, al divieto di giudizio abbreviato per i reati punibili con l’ergastolo.
Era una Lega ancora molto battagliera e bossiana, quella che nel 2008 aveva permesso all’allora 49enne militante di Erba di mettere piede a Montecitorio passando dall’ingresso principale.
Cinque anni dopo, a consuntivo e con la certezza di lasciarsi alle spalle l’emiciclo e i velluti rossi del Palazzo, Erica Rivolta non nasconde qualche rammarico: «I parlamentari decidono con il contagocce, sono davvero poche le proposte di legge giunte alla fine. L’ultimo anno, poi, è

stato grottesco: con una maggioranza mai vista prima, una specie di dittatura, si è andati avanti soltanto a decreti».
L’indagine del Corriere di Como sul lavoro dei parlamentari comaschi prosegue oggi con uno sguardo su quanto fatto appunto da Erica Rivolta.
La deputata erbese è stata sicuramente attiva, molto più del collega di partito Armando Valli in Senato. Ma, in quanto a risultati, non può fare sfoggio di molto medaglie.
L’unico progetto di legge che l’ha vista prima firmataria – il ripristino del servizio civile nazionale, smantellato dopo l’abrogazione della leva – non ha superato la “palude” dei lavori parlamentari. Stessa sorte ha avuto la quasi totalità degli altri 190 progetti normativi di cui la Rivolta è stata cofirmataria. Soltanto 8 sono riusciti a diventare legge (2 riguardavano un solo tema, il bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi).
Percentuali irrisorie ma inevitabili, spiega la deputata leghista, «in un sistema politico in cui tutto promana dall’esecutivo».
Un gran lavoro, anche appassionante e coinvolgente, ma quasi totalmente improduttivo.
Spulciando sul sito della Camera, dove sono elencati in modo persino imbarazzante (tanta è la precisione) tutti i passi compiuti giorno per giorno dai singoli deputati, si scopre che Erica Rivolta ha presentato con altri colleghi tre richieste di istituzione di commissioni d’inchiesta (sulla contraffazione e la pirateria commerciale, sullo smaltimento in Italia dell’amianto e sulla situazione della Siae).
Molti gli atti di indirizzo e di controllo rivolti al governo, ben 58 (con 43 interrogazioni a risposta scritta). Numerosi anche gli ordini del giorno, 25, di cui 23 su progetti di legge e 2 su leggi di bilancio.
Per quaranta volte, poi, la Rivolta si è alzata in aula per prendere la parola: 25 volte su progetti di legge e 15 volte su altri argomenti. Ovviamente molti di più sono stati gli interventi in commissione Istruzione, di cui la deputata comasca è stata segretaria a partire dal 2010: un centinaio complessivamente, una decina dei quali in veste di relatore.
«Doveva essere una legislatura straordinaria – dice la parlamentare erbese – visti anche i numeri che aveva la maggioranza subito dopo le elezioni del 2008. Alla fine sono contenta di aver almeno potuto esprimere il dissenso su ciò che non andava».

Da. C.

Nella foto:
Erica Rivolta, deputato uscente della Lega Nord, non sarà ricandidata alla Camera
24 gennaio 2013

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