Cultura e spettacoli

Rivoluzione digitale al cinema Astra

Tecnica e settima arte – L’opera del regista polacco Lech Majewski è ispirata a un dipinto di Peter Brueghel. Sconto per i visitatori della mostra di Villa Olmo
Di fronte alla penuria di sale cinematografiche a Como, il cinema Astra di viale Giulio Cesare non solo sopravvive con spirito di iniziativa – oltre allo storico cineforum, viene qui ospitato ogni anno il Festival del cinema italiano – ma si rinnova per stare al passo con i tempi, in linea con l’aggiornamento tecnologico che don Enrico aveva sempre promosso e che il successore don Tiziano porta avanti.
Lo scorso anno all’Astra (unico “generalista” attivo in città, mentre in via Varesina
prosegue l’attività d’essai dello Spazio Gloria) era stato cambiato infatti lo schermo e potenziato l’impianto audio. Adesso l’ultimo passo. Ad affiancare il tradizionale proiettore da pellicola all’Astra, che è di proprietà della parrocchia di San Bartolomeo, ne è stato acquistato uno nuovo digitale che per la prima volta, mercoledì 30 maggio alle 21, proietterà in digitale appunto il film I colori della passione del regista polacco Lech Majewski, ispirato al celebre quadro di Peter Brueghel La salita al Calvario. Chi si presenterà alla cassa del cinema con il biglietto della mostra La dinastia Brueghel che è in corso a Villa Olmo, avrà una riduzione sull’ingresso.
Il film, che è un’anteprima cittadina, rientra nella rassegna Gesù nostro contemporaneo organizzata dall’Acec nazionale e dalla Cei. L’opera è di un’intensità straordinaria e l’incipit trasforma il dipinto in un tableaux vivant che abbraccia tutto lo schermo immergendo gli spettatori nelle atmosfere storiche del Cinquecento. Il quadro dipinto da Brueghel infatti storicizza, per così dire, la Passione di Cristo. Intorno a Gesù, che sofferente trascina la croce, ci sono una varietà di personaggi vestiti con gli abiti tipici dell’epoca. Il drappello di soldati spagnoli a cavallo presenti nel quadro, al tempo dominatori e sfruttatori dei Paesi bassi, sono una chiara allegoria della condizione in cui versava la popolazione fiamminga soggiogata dal dominatore. L’attore Rutger Hauer, nel ruolo dell’illustre pittore, traduce tutta la sofferenza e il disappunto di chi subisce le ingiustizie. Quello che poi colpisce nel film di Majewski è la potenza visiva che un mezzo espressivo come il cinema riesce a infondere dialogando con la pittura.
Un bell’incontro tra le arti, insomma, che va fieramente ad aggiungersi ad altri mirabili esempi di grandi maestri come Tarkovskij ne Lo specchio, Kurosawa nell’episodio su Van Gogh in Sogni o Rohmer con La nobildonna e il duca, tanto per citare i più rappresentativi. E ora con il digitale si avrà una marcia in più per godere di questo trionfo di cromatismi.
Le proiezioni all’Astra proseguono giovedì alle 15.30 e alle 21, venerdì alle ore 21, sabato 2 e domenica 3 giugno alle ore 15.15, 17.10, 19.05 e 21.

Nella foto:
Il proiettore del cinema Astra di viale Giulio Cesare, che è stato affiancato da una nuova macchina digitale
27 Mag 2012

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Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


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