Rizzitelli, nuovo figlio d’arte sul Lario. La sfida: sfatare la tradizione negativa

alt

La curiosità dopo il mercato

L’arrivo di Gianluca Rizzitelli al Como riporta sul Lario un figlio d’arte. In questo caso, infatti, il giocatore appena giunto con gli azzurri è figlio di quel Ruggiero Rizzitelli che dalla metà degli anni ’80 fino al 2001 è stato protagonista del calcio nazionale e internazionale con le maglie di Cesena, Roma, Torino, Bayern e della Nazionale.
Un acquisto che porta a ripensare agli altri figli d’arte che negli ultimi anni si sono visti sul Lario. A dire il vero, la maggior parte di

loro non ha avuto grande fortuna, ma è anche vero che il giovane Gianluca – oltre ad avere il diritto di applicare ogni rito scaramantico – potrà intendere questa come un sfida personale.
Visto che oggi al Sinigaglia arriva Ninni Corda come tecnico del Savona, si può partire con il ricordare Jacopo Zenga, figlio di Walter (ex portiere di Inter, Sampdoria e Nazionale), che giunse sul Lario nella stagione 2007-2008, con il mister sardo quale allenatore. Per lui, nessuno spazio in squadra, tante panchine e tribune e il passaggio, a campionato iniziato, al Borgomanero.
Un po’ più di fortuna per un altro figlio di una grande interista, l’attaccante Luca Facchetti, figlio di Giacinto: per lui, tre stagioni sul Lario con 12 gol e tanti infortuni. Sicuramente diede un buon contributo alla promozione dalla C2 alla C1 nel 2009.
Più lontana nel tempo la presenza sul Lario di Carlo Cudicini, classe 1973, figlio di Fabio, il mitico “Ragno nero” di Milan e Roma. Arrivò con grandi credenziali sul Lario dal Milan nella stagione 1993-1994 e partì titolare. Poi si infortunò e sfortuna volle che il suo sostituto, Maurizio Franzone, diventò titolare fisso della squadra che alla fine ai playoff, con la guida di Marco Tardelli, conquistò la promozione in B. Poi Cudicini Junior ha avuto una buona carriera, soprattutto in Inghilterra, con Chelsea e Tottenham, e poi è andato in America ai Los Angeles Galaxy.
Risultati e rendimento alterni per Oscar Damiani, figlio di Giuseppe (detto Oscar), che arrivò al Como in anni tribolati nell’epoca di Enrico Preziosi e militò con gli azzurri due stagioni tra il 1998 e il 2000.
Stesso discorso per Ruggero Radice, oggi allenatore di calcio, ex terzino sinistro, che giocò nel Como tra il 1997 e il 1999, sempre nell’epoca della gestione Preziosi. Pure per lui il rendimento fu abbastanza alterno.
Suo papa è Luigi Radice, allenatore di successo con il Torino e poi mister anche di Fiorentina, Inter, Milan e Bologna, tra le altre.
Pure Patrick Kalambay è un figlio d’arte, anche se suo papà non è stato un calciatore: ha appena compiuto 30 anni ed è stato sul Lario fra 2008 e 2010, nel periodo del salto fino alla C1. Tutto sommato un buon centrocampista che ha dato il suo onesto contributo. Suo papà, Patrick Sumbu Kalambay, era stato un grande pugile che nel 1988 era riuscito a vincere il Mondiale Wba dei Pesi medi.
È stato a lungo nella Primavera del Como, ma poi la sua carriera non ha avuto uno sbocco fra i professionisti, Francesco Marzorati, figlio di Pierluigi, storico capitano della Pallacanestro Cantù ed uno dei più grandi giocatori di sempre del basket nazionale e internazionale.
Infine una curiosità su Filippo Scardina, attaccante, classe 1992, che arrivò quattro anni fa sul Lario, ma non ebbe grande fortuna. Sua mamma è Fiorenza Marchegiani, attrice che sul Lario aveva girato la fiction “Vivere” e che per questo accettò di buon grado il trasferimento del giovane figlio con la squadra azzurra.

Nella foto:
Jacopo Zenga

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.