Roberto Gervaso spiega l’Italia agli svizzeri
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Roberto Gervaso spiega l’Italia agli svizzeri

Il nuovo libro di Roberto Gervaso Il nuovo libro di Roberto Gervaso

Come stanno le cose in Italia dopo il voto del 4 marzo? Sarà interessante chiederlo al giornalista e scrittore Roberto Gervaso, ospite il 21 marzo alle 18 dell’auditorium della Università della Svizzera Italiana di Lugano. Gervaso presenterà il suo nuovo libro edito da Mondadori Le cose come stanno. L’Italia spiegata alle persone di buon senso. Introduce Michela Clavuot, moderano Giancarlo Dillena e Amedeo Gasparini. Una grande occasione per conoscere un grande narratore dell’Italia, tra giornalismo, storia, politica e costume. Cosa dice dell’Italia Gervaso nel suo libro? Che ci sono tre Italie: quella dei retori, quella dei denigratori, quella vera. L’Italia vera è vista da un travet del Prenestino, popolare quartiere romano: Cesaretto Mericoni, uno dei tanti, uno di noi, uno che guarda con i propri occhi, giudica con la propria testa, e vede le cose come stanno.

Cos’è il Belpaese? Un manicomio, un luna park, un circo equestre, una discarica a cielo aperto, una camera a gas. È, soprattutto, un bordello senza una maîtresse. L’Italia, dove – citando Ennio Flaiano – “la linea più breve fra due punti è l’arabesco”, sta in piedi perché non sa da che parte cadere. Non funziona più niente e, se qualcosa sventuratamente funziona, provi un tale sconforto che preferiresti non funzionasse.

Cesaretto vede e giudica i politici, indegni di esercitare un potere spesso usurpato, uomini forse anche intelligenti, ma non abbastanza per dimostrarlo. Ed ecco la galleria di personaggi allestita da Gervaso nel suo libro. Chi è Matteo Renzi? Un mix di Gian Burrasca, Capitan Fracassa, il dottor Stranamore, il barone di Münchhausen, Don Chisciotte. Un venditore di fumo in technicolor. Chi è Berlusconi? Un mattatore che è diventato quel che è diventato vendendo arrosto ai vegetariani, e persino ai vegani.

Chi è Matteo Salvini? Un Orlando furioso che brandisce una clava. Chi è Grillo? Un grande istrione, un grandissimo comico, un Masaniello che ha fatto della ribalta politica una esilarante e sgangherata corte dei miracoli.

Cesaretto, che non è un politologo, racconta, attraverso un amico agente della Cia, l’Italia a Donald Trump, che finalmente la capisce. E capisce gli italiani, un popolo furbo e fantasioso, ma senza carattere, senza senso civico, che dà il meglio di sé più nelle disgrazie che nella buona fortuna. Ingresso libero.

7 marzo 2018

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Lorenzo

Lorenzo Morandotti lmorandotti@corrierecomo.it


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