Roma e Berna, problemi da risolvere con il dialogo

Mercato del lavoro oltreconfine

Nello stesso momento in cui gli svizzeri si pronunciano contro la presenza di stranieri come manodopera frontaliera, le loro Camere di Commercio continuano a richiamare artigiani e imprenditori perché portino là le loro attività.
Come si può commentare un tale comportamento? Così gli Svizzeri si trovano tante piccole imprese che forniscono loro beni e servizi a prezzo di comodo ed aziende che pagano tasse alla Confederazione. Ma noi?
Aziende che licenziano lavoratori in Italia, scaricando il loro costo sullo Stato sociale, riassumendone magari una piccola parte (i migliori o i meno problematici) oltre il confine.
Aziende che magari sono fallite in Italia piantando debiti ed insoluti a centinaia di operatori onesti e riaprono oltre confine con capitali esportati illegalmente.
Forse sarebbe il caso che l’Agenzia delle Entrate appuntasse la sua attenzione su queste aziende.
Forse sarebbe il caso che il Governo rivedesse i termini di tutte le negoziazioni che ha in corso col Governo elvetico: non è giusto che si tengano i nostri soldi nei loro caveau e le nostre aziende nei loro Cantoni ed a noi restino solo i danni da riparare.

Enzo Testoni

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