Romanzo edito da Solferino (Rcs), l’ambientazione è il manicomio di Como

La copertina del romanzo La copertina del romanzo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Il San Martino, nell’anno 1891, poteva ben essere definito un manicomio di frontiera. Non soltanto perché affacciato sulla Svizzera, né solo perché pronto a raccogliere gente di montagna e di città, poveracci di Sondrio, Bergamo, Lecco e di tutto il comasco. Quel ricovero sopravviveva al confine del tempo, raccoglieva mentecatti con un piede di qua e uno di là dal secolo e per questo avrebbe visto di lì a poco due generazioni distinte per malanni e fobie: quelle del romantico Ottocento e quelle del roboante Novecento”. Il San Martino di Como, uno dei principali manicomi italiani, è lo scenario del romanzo Di sangue e di ghiaccio  che la nuova casa editrice della galassia Rcs, Solferino, pubblicherà domani. L’autore è  giovane, si chiama Mattia Conti ed è nato a Molteno, in provincia di Lecco, nel 1989 e vincitore del Campiello Giovani. La sua è  una storia d’amore e di follia, un’avventura nella società dei “diversi”. Un’incalzante avventura ambientata sul Lario di fine Ottocento all’incrocio tra il mondo affascinante dei teatranti e quello cupo dei folli, un linguaggio plastico e vivo al servizio di una storia dalle atmosfere gotiche.

 

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