Ronago, folla per l’ultimo saluto a Emilio Russo

Funerale di Emilio Russo

Commozione ieri a Ronago dove si sono svolti, nel pomeriggio, i funerali di Emilio Russo, docente, politico e scrittore comasco scomparso lo scorso martedì a 70 anni per una caduta in un canalone durante un’escursione sui monti di Lezzeno.
In moltissimi hanno voluto essere presenti ieri per l’ultimo saluto al professore nel paese dove era cresciuto.
Accanto alla famiglia, si sono strette le tante persone che ne hanno accompagnato la vita: amici, docenti, allievi, politici di vari schieramenti, i rappresentanti delle istituzioni, i sindacalisti.
Una folla commossa, tutta unita dall’affetto e dal ricordo, radunatasi nel rispetto delle misure anticontagio dentro e fuori la chiesa parrocchiale di Ronago.
Toccante l’omelia di don Lorenzo Pertusini, che di Emilio Russo è stato allievo e che ha ringraziato in prima persona il professore per i suoi insegnamenti.
Seguendo il filo della liturgia, don Pertusini è partendo da una lettura di San Paolo, che Russo amava molto, per tracciare i lineamenti del suo carattere e della sua eredità spirituale.
«Il suo dono più grande – ha detto il sacerdote durante l’omelia – è stata la condivisione del sapere. E un’altra parola chiave della sua vita è stata “accoglienza”; la nipote Francesca mi ha scritto che il professor Russo aveva sempre tempo per tutti, accoglieva qualsiasi domanda e provocazione. La terza dimensione è quella della libertà: in Emilio Russo riconosciamo l’importanza dell’impegno politico. Si è mostrato libero di esporsi in prima persona, sostenere una tesi, aprirsi al dibattito, al confronto».
Commosso al termine del rito il ricordo dedicato a Emilio Russo dal figlio, Paolo Emilio, giornalista, che ha ripercorso la vita del padre fino al suo tragico epilogo in quella drammatica passeggiata, ricordato aneddoti familiari e ha tracciato il senso del suo esempio, della sua missione tra gli amati studenti.
«Sono sicuro che se ne è andato felice, la sua assenza oggi ci spezza il cuore. Quello di un signore di settant’anni che sapeva farsi così piccolo di diventare il migliore amico della sua prima nipotina, Emilia, di appena 22 mesi. Emilia, che ha così tanto amato sia pur per così poco tempo, ci è stata mandata per chiudere il cerchio di una vita che avremmo desiderato più lunga. Siamo memoria collettiva di una bella storia, che continua altrove. Arrivederci, Emilio. Ciao, papà».

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