Strage di Erba. Rosa Bazzi e Olindo Romano in aula a Brescia. Il giudice blocca la perizia

Rosa Bazzi e Olindo Romano

Un dubbio economico – su chi debba o meno pagare i periti – blocca l’udienza di nomina dei professionisti chiamati ad analizzare i nuovi reperti portati dalla difesa di Rosa Bazzi e Olindo Romano per cercare di ottenere la revisione del processo per la strage di Erba. Vicenda già chiusa da tempo con la condanna all’ergastolo in tre gradi di giudizio. L’udienza era in programma oggi a Brescia, di fronte alla Corte d’Appello. Al vaglio, per volere della Cassazione, un accendino, una tenda, un mazzo di chiavi e alcune formazioni pilifere rinvenute sugli indumenti della strage e mai analizzate. Nel corso dell’udienza di oggi tuttavia (i due coniugi erano in aula) il giudice ha deciso di non nominare i periti, prendendo 15 giorni di tempo per decidere chi debba sobbarcarsi le spese, se lo Stato oppure Rosa e Olindo Romano. «Non può passare il principio che se uno ha i soldi può fare la revisione del processo, e chi non li ha è invece impedito a farla – ha commentato l’avvocato Fabio Schembri, che difende i coniugi fin dalla prima udienza a Como – Aspettiamo e vediamo cosa deciderà la corte. Nella strage di Erba (l’11 dicembre 2006) persero la vita Raffaella Castagna, il piccolo Youssef, la nonna Paola Galli e la vicina di casa Valeria Cherubini.

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