Cronaca

Rose rosse per l’addio a Patrizia Ariano

altCarugo Chiesa gremita per le esequie. Il parroco: «Facciamo parte di un disegno al quale non possiamo sottrarci»
La donna era rimasta vittima di un incidente a bordo di una Ferrari
(en.co.) Centinaia di persone hanno partecipato ieri a Carugo al funerale di Patrizia Lucia Ariano, la donna morta in un tragico incidente il 27 aprile a bordo di una Ferrari.
La chiesa si è presto riempita, alcune persone si sono sedute per terra, altre sono rimaste in piedi, in fondo alla navata. E quando le campane sono risuonate, tutti si sono alzati in piedi rendendo palpabile il dolore. Non un battito di ciglia, nemmeno un respiro. «Patrizia significa “padre di Dio” – ha detto don

Ugo Proserpio – ecco il senso più profondo di questo nome. Vuol dire esserGli vicino, stare a stretto contatto con Lui, essere capaci di istaurare un legame particolare, essere protetti. Sono sicuro che Patrizia senta l’affetto di tutti voi, che sappia cosa state provando, è qui con noi». I familiari, i parenti e gli amici di Patrizia sono sembrati smarriti.
Difficile trovare risposte alle loro domande.
«Una delle questioni più frequenti che l’uomo si pone è quale sia il senso della vita – ha detto don Ugo Proserpio – ed è difficile trovare una risposta quando ci troviamo di fronte a queste tragedie, ma bisogna trovare il coraggio di reagire, andare avanti ed essere più forti di prima».
Parole che hanno tagliato il silenzio come lame. “Facile a dirsi”, ha mormorato qualcuno.
«C’è un momento, nella nostra esistenza, in cui Dio ci richiama a Lui – ha aggiunto don Proserpio – ed è in quell’occasione che scopriamo il vero senso della vita, nel ricongiungimento con Lui».
Una cerimonia composta, senza rumore, senza applausi come spesso si usa nel momento in cui il feretro lascia l’altare, nessun grido, ma soltanto un lungo, straziante silenzio. Impossibile non accorgersi dell’immenso rispetto nutrito verso la vittima, tutti sono parsi increduli, come se stessero vivendo un brutto sogno.
«La fede ci insegna che bisogna stare uniti – ha aggiunto don Proserpio – La nostra vita è un disegno e non possiamo sottrarci a esso, ma dobbiamo essere capaci di accoglierlo con serenità e coraggio». Molti i fiori posti all’ingresso della chiesa di Carugo, tantissime le corone “per ricordare il suo carattere vivace, pieno di allegria”. Tra tutte ne spiccava una di gerbere e rose rosse, di quel rosso accesso, conosciuto in tutto il mondo e che tanto piaceva a Patrizia. Rosso Ferrari.

Nella foto:
Centinaia di persone hanno partecipato ieri a Carugo al funerale di Patrizia Lucia Ariano, la donna morta in un tragico incidente il 27 aprile a bordo di una Ferrari (foto Fkd)
3 Maggio 2014

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