Rovello Porro, nel granaio la fabbrica della marijuana

Carabinieri

Un grossista di medio livello, che probabilmente lavorava e produceva per qualcuno di più grosso che stava sopra di lui, tenendosi tuttavia dei clienti privati. Una attività definita di «fabbrica», con coltivazione, produzione, stoccaggio e anche – per una piccola parte – vendita diretta al consumatore. Non stiamo parlando di una azienda agricola o di un agriturismo, ma di una serra (all’interno di un granaio di Rovello Porro) dedicata alla marijuana.
Due fratelli di 30 e 34 anni sono stati arrestati in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice delle indagini preliminari di Como su richiesta del pm Maria Vittoria Isella.
Le manette sono scattate all’alba di ieri mattina e i due sono stati arrestati nella loro abitazione di Rovello Porro in via Manzoni.
Le indagini sono state condotte in queste settimane dai carabinieri dell’aliquota operativa della compagnia di Cantù che avevano avviato le verifiche dopo una serie di segnalazioni che erano giunte da cittadini del posto. Gli appostamenti e i pedinamenti hanno poi permesso di confermare la presenza di un via vai di persone note come assuntori attorno a un granaio sospetto. Da qui la decisione di andare a fondo e di controllare quello che c’era nella struttura. Il blitz, avvenuto nei giorni scorsi, non aveva permesso di fermare nessun uomo, ma di trovare una serra su più piani in cui era appena stata portata a termine una grossa produzione di marijuana anche con tecniche all’avanguardia. Nascosti nella serra c’erano poi oltre 22 chili e 200 grammi di stupefacente, già suddiviso in pacchi di diverso peso a seconda dell’ordine.
Quantitativi che venivano appuntati su un brogliaccio che è stato trovato contestualmente al blitz.
I carabinieri non si sono fermati qui, perché necessitava l’abbinare all’attività di produzione di droga anche il nome dei “coltivatori”.
Da qui nuove indagini, iniziate seguendo i fili dell’elettricità che dal granaio portavano ad uno specifico appartamento, poi il raffronto dei consumi di energia (che dovevano essere elevati visto il tipo di lampade utilizzate per l’attività). Insomma, alla fine, il cerchio si è stretto attorno ai due fratelli che ieri mattina sono stati fermati e arrestati. Sotto sequestro, oltre alla droga, sono finite anche le stesse lampade, l’essiccatoio, l’aspiratore, i concimi e tutto quanto veniva utilizzato per produrre grossi quantitativi di marijuana. i due fratelli di Rovello Porro saranno sentiti nelle prossime ore dal giudice che ha firmato l’ordinanza a loro carico.
Dovranno difendersi (in concorso) dall’accusa di coltivazione e detenzione di sostanze stupefacenti.
M.Pv.

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