Rumi batte cassa: vuole un milione e mezzo dal Sant’Anna

Venerdì prima udienza davanti al giudice del lavoro. Di fronte l’ex primario e l’azienda
Richiesta di risarcimento a sei zeri per Angelo Rumi, l’ex primario di Chirurgia A del Sant’Anna condannato in primo grado a 5 anni e 4 mesi per sette omicidi colposi di altrettanti pazienti, reato poi prescritto nel 2010, prima del processo d’Appello. Licenziato per giusta causa dall’azienda ospedaliera, il medico pavese ha contestato il provvedimento e chiede 1,5 milioni di euro ai suoi ex datori di lavori.
Venerdì prima udienza in Tribunale a Como, davanti al giudice del lavoro. La causa è l’ennesimo colpo di scena  di una vicenda che si trascina da quasi dieci anni.  Alla fine del 2010, Rumi aveva presentato le dimissioni all’azienda ospedaliera Sant’Anna e aveva deciso di andare in pensione. Qualche mese dopo, i vertici di via Ravona avevano chiesto l’intervento dell’ufficio procedimenti disciplinari, che si è pronunciato contro il medico, arrivando a decretare il licenziamento per giusta causa retroattivo al 2003, quando il medico ha di fatto smesso di prestare servizio a Como.
In seguito al licenziamento, si era prospettata l’ipotesi che Angelo Rumi dovesse restituire i circa 350mila euro percepiti dall’azienda ospedaliera nel periodo di sospensione. A sorpresa, in realtà, il chirurgo ha ribaltato le carte, ha impugnato il provvedimento degli ex datori di lavoro e ha chiesto a sua volta un risarcimento, peraltro ben più elevato rispetto alla somma che rischiava di dover sborsare. L’ennesimo contenzioso approderà in Tribunale a Como venerdì mattina.  Il primo passo obbligato, davanti al giudice del lavoro, sarà il tentativo obbligatorio di conciliazione.  Dall’esito della trattativa dipenderà l’evolversi del procedimento. Non è ancora chiaro se Angelo Rumi si presenterà in aula o se si farà rappresentare dal suo legale, Gino Frassi, che ieri non ha voluto fare alcun commento sull’ennesimo sviluppo della vicenda infinita. «È una causa civile – ha tagliato corto il legale – Non c’è nulla da dire». Contestando il licenziamento, Angelo Rumi chiede l’indennità per il mancato preavviso. Nel periodo di sospensione dal servizio, prolungatosi per circa 5 anni, il chirurgo, come da normative, ha percepito la metà dello stipendio. Ora, il medico pavese chiede la metà restante, oltre ai contributi per l’intero periodo. Aggiungendo le spese legali sostenute dal professionista in questi anni e altre voci minori, si arriva alla somma richiesta, 1,5 milioni di euro. I vertici dell’azienda, in attesa dell’udienza davanti al giudice, non hanno rilasciato alcuna dichiarazione. Dopo la condanna in primo grado del chirurgo, il Sant’Anna, naturalmente tramite l’assicurazione, aveva risarcito le parti civili e si era poi chiamato fuori dal procedimento giudiziario. L’ultima parola è arrivata nel mese di giugno del 2010, quando la Corte d’Appello di Milano ha dichiarato il non luogo a procedere per avvenuta prescrizione per i sette omicidi colposi dei quali è accusato Angelo Rumi. In primo grado, il chirurgo era stato condannato a cinque anni e quattro mesi.

Anna Campaniello

Nella foto:Il professor Angelo Rumi, ex primario di Chirurgia A dell’ospedale Sant’Anna (Fkd)

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