Rusca sarà beato

 

altPersonaggi – La celebrazione, in concomitanza con il 450° anno della nascita, si terrà a Sondrio il prossimo 21 aprile
Un nuovo beato entrerà presto a far parte della Diocesi di Como. È Nicolò Rusca, arciprete di Sondrio dal 1591, quando prese possesso della parrocchia, al 1618, anno del suo arresto e della sua condanna a morte. La celebrazione della beatificazione, in concomitanza con il 450° anno della nascita, si terrà a Sondrio il 21 aprile alle 15.30 e renderà omaggio a un prete che svolse in modo esemplare il proprio ministero con la predicazione della dottrina cristiana, l’amministrazione dei sacramenti

, una condotta di vita edificante e l’istituzione di confraternite, come quella del Santissimo Sacramento.
Il processo di beatificazione è stato autorizzato il 19 dicembre 2011, quando papa Benedetto XVI ha accordato alla Congregazione delle Cause dei santi il permesso di promulgare il decreto riguardante il martirio del Servo di Dio Nicolò Rusca, nato a Bedano in Canton Ticino nel mese di aprile del 1563 e ucciso in Svizzera, a Thusis, il 4 settembre 1618.
La sua morte arriva in seguito a un processo che non è stato l’unico della sua vita, dedicata alla predicazione della fede cristiana.
I primi due si collocano nel contesto storico della Valtellina di inizio ’600, caratterizzato dai contrasti religiosi tra cattolici e calvinisti.
Nel febbraio del 1608, il prelato viene arrestato per aver rimproverato un giovane della sua parrocchia che si era lasciato andare al credo calvinista.
A causa di tale richiamo, l’arciprete è accusato di contravvenire alle disposizioni della Dieta di Ilanz del 1557, che imponevano agli esponenti delle due confessioni religiose di non provocarsi e contrastarsi a vicenda.
Verrà liberato dopo un rapido processo, al quale ne seguirà un altro per accuse ben più gravi nell’autunno di quello stesso anno, quando il presule verrà indiziato di complicità in un attentato di quasi 15 anni prima contro Scipione Calandrino, ministro protestante di Sondrio. A tale accusa si sommerà quella di aver sobillato i soldati ad agire contro i Grigioni e in favore degli Spagnoli, durante la costruzione del forte di Fuentes.
Nicolò Rusca non si presenta al processo, ma trova ospitalità prima ad Ardenno poi a Caspano, quindi a Bedano, suo paese natale, e infine a Como, dove viene accolto ed aiutato dal vescovo Filippo Archinti.
Nonostante la sua assenza in tribunale, il sacerdote è comunque assolto e il 31 maggio 1609 fa ritorno a Sondrio, dove viene abbracciato con gioia dalla comunità.
Prima dell’ultimo processo, tra le attività più fervide dell’arciprete si registra la sua opposizione alla creazione di un collegio di ispirazione protestante a Sondrio, fortemente sostenuta non solo dai calvinisti locali ma anche dai più potenti d’Europa e dallo stesso re d’Inghilterra. Sarà questa la causa della sua persecuzione e della condanna a morte, nonostante le molteplici iniziative perpetrate dai fedeli per la sua salvezza e l’intervento del vescovo di Como. Durante l’udienza in tribunale a Thusis non vi sarà nessuna confessione da parte di Rusca, che verrà quindi sottoposto a tortura per due giorni, prima della sua morte, avvenuta la sera del 4 settembre 1618.
Al martire diocesano la nostra città, da anni, ha reso omaggio con la dedicazione di un centro studi, sito all’interno del seminario vescovile di Muggiò, che si occupa della conservazione e della valorizzazione del patrimonio documentale e librario dell’Archivio storico della diocesi di Como e della Biblioteca del seminario, oltre che della catalogazione del patrimonio artistico conservato presso le parrocchie mediante l’Ufficio inventariazione beni culturali ecclesiastici.
La beatificazione di Nicolò Rusca è un fatto importante che segue la canonizzazione, avvenuta il 23 ottobre 2011, di un altro sacerdote diocesano, Luigi Guanella, tra i principali sostenitori del processo di beatificazione dell’arciprete fin dal 1907.
Tra gli altri religiosi lariani in cammino verso la beatificazione è da ricordare anche suor Giovannina Franchi, fondatrice delle suore ospedaliere di Maria Addolorata di Como, nata in città nel 1807 e morta nel 1872.
Lo scorso 20 dicembre, infatti, papa Benedetto XVI ha ricevuto il prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, autorizzandolo a promulgare i decreti riguardanti le virtù eroiche della serva di Dio, capostipite delle suore fondatrici dell’ospedale Valduce. L’inchiesta diocesana per la sua beatificazione era stata avviata nel 1994 dal vescovo lariano Alessandro Maggiolini. A questa è seguita, nel 1996, l’apertura del processo sulle virtù e la fama di santità.

Cristina Fontana

Nella foto:
Un ritratto di Nicolò Rusca, arciprete a Sondrio dal 1591 al 1618, quando fu condannato

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.