S.Anna, posteggio d’oro: 8,5 milioni in 9 anni. Ma il sindaco respinge le accuse: «Gli accordi si rispettano»

autosilo ospedale S.Anna

Otto milioni e mezzo di euro in 9 anni. Tutti in parte corrente. Tutti provenienti dalle tasche degli utenti dell’ospedale Sant’Anna. Il bilancio di San Fermo della Battaglia potrebbe facilmente essere un caso di scuola. Un esempio da studiare su come diventare ricchi senza muovere un dito. Otto milioni e mezzo sono i soldi – euro più, euro meno – incassati grazie alla gestione del parcheggio dell’ospedale di via Ravona, concesso “sine die” nel 2003 al Comune di San Fermo dall’accordo di programma firmato da Regione Lombardia, Provincia di Como, Azienda ospedaliera e Comuni di Como, Montano Lucino e, appunto, San Fermo della Battaglia.
Un accordo che ovviamente il sindaco del paese alle porte del capoluogo, Pierluigi Mascetti, difende con i denti: «L’ospedale sorge nel nostro comune e per la sua costruzione ci siamo tolti una parte significativa di territorio. Le condizioni per realizzarlo erano queste, l’accordo va rispettato». Mascetti ha gioco facile nel ricordare come «il progetto del nuovo Sant’Anna fosse rimasto sulla carta per 20 anni senza che nulla si facesse sino a quando non è arrivata la soluzione San Fermo».
Una soluzione pagata però a caro prezzo, soprattutto dai tanti cittadini alle prese con tariffe esorbitanti per posteggiare nei sotterranei del nosocomio. Il Pd, con il consigliere regionale Angelo Orsenigo, da tempo conduce una battaglia per mettere fine a questa «anomalia». I Dem hanno raccolto migliaia di firme e si chiedono se sia legittimo che soltanto il Comune di San Fermo «tragga beneficio da questo accordo».
Nella passata legislatura regionale, in realtà, i consiglieri eletti a Como avevano votato una mozione bipartisan per chiedere la revisione dell’accordo di programma proprio in relazione al problema del parcheggio. Di quel documento, al momento, rimane nulla.
Il presidente del consiglio regionale, Alessandro Fermi, ricorda «bene quella mozione. Il fatto è – dice Fermi – che per una revisione dell’intesa serve la disponibilità del Comune a dialogare. Io stesso ne ho parlato con il sindaco Mascetti e con il direttore generale dell’Asst Lariana, avremo ancora a breve una riunione. Spero che si possa trovare un punto d’incontro». L’idea sarebbe sempre la stessa: stornare una parte dei proventi del parcheggio nel bilancio dell’ospedale per incrementare gli investimenti a favore dell’utenza.
D’altronde, la domanda che molti si fanno tuttora e che adesso è diventata oggetto di una articolata interrogazione del Pd all’assessore regionale alla Salute Giulio Gallera è se sia «legittimo che tra enti pubblici esista un contratto che prevede di dare in gestione un bene a titolo gratuito e dalla durata illimitata».
Secondo Mauro Antonelli, responsabile dell’ufficio studi dell’Unione Nazionale Consumatori, un problema simile era sorto anche in altre strutture. «Bisogna quantomeno che i primi minuti di sosta siano gratuiti, il tempo sufficiente per permettere all’utenza di ritirare i referti. Anche la tariffa oraria dev’essere ragionevole, non è possibile che si speculi sui malati e sui parenti dei malati».
Secondo il sindaco di San Fermo, un passo incontro agli utenti è stato fatto con gli abbonamenti e con la tessera che consente l’acquisto di 10 ingressi a 15 euro. Resta il fatto che dal 2011 a questa parte il Comune incassa ogni anno un milione in parte corrente. Soldi degli utenti dell’ospedale che San Fermo utilizza come meglio crede.

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