Sacchetti, in Svizzera l’alternativa  “bio”
Economia, Territorio

Sacchetti, in Svizzera l’alternativa “bio”

Non smette di sollevare polemiche la norma in vigore dal 1° gennaio che impone ai supermercati di far pagare, in media 2 o 3 centesimi, il sacchetto biodegradabile per frutta, verdura, carne e pesce, e da 5 a 10 centesimi quello per i medicinali in farmacia.
C’è chi si indigna, lamentando di un nuovo balzello e pertanto protesta con iniziative curiose come etichettare ogni singolo prodotto, e chi accetta di pagare senza discutere.
C’è anche chi trova soluzioni alternative. Avviene oltreconfine, in Svizzera, dove già dal 6 novembre scorso i supermercati Coop offrono a pagamento sacchetti per frutta e verdura riutilizzabili, le cosiddette “Multi-Bag” in cellulosa certificata a partire da legno di faggio e lavabili in lavatrice. E i consumatori mostrano di gradire: ieri i vertici della catena, infatti, hanno fatto sapere che ne sono già state acquistate oltre 50 mila unità.
Un’opzione che non rappresenta un’imposizione: il supermercato continua infatti a mettere a disposizione gratis sacchetti di plastica trasparenti, così da consentire al personale di cassa di vederne il contenuto.
Intanto, dal ministero della Salute arriva un’apertura ai sacchetti portati da casa, ma solo se monouso e idonei agli alimenti. La normativa riguarda come detto anche i prodotti farmaceutici.
Nelle farmacie il costo del sacchetto arriva anche a 10 centesimi. Alcuni, in questo caso, decidono di riporre le confezioni di medicinali nelle proprie borse, senza acquistare un’ulteriore busta.
«Il problema è però assai limitato – ha detto ieri il presidente dei farmacisti lariani Giuseppe De Filippis – e pertanto non abbiamo avuto alcuna contestazione in merito. La cifra dei sacchetti è talmente limitata, e poi la nostra categoria merceologica offre prodotti che sono di dimensioni talmente ridotte da non richiedere che in pochi casi l’uso di sacchetti. Ritengo però che sarebbe utile proibirli del tutto, visto che l’obiettivo dell’iniziativa è ridurne il peso sull’ecosistema. Meglio tornare alla cara vecchia borsa della spesa che ognuno porta con sé da casa».

5 gennaio 2018

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