Sacri Monti di Piemonte e Lombardia, l’impegno della Regione

Sacro Monte Ossuccio

Il Santuario della Beata Vergine di Ossuccio sorge nel comune di Tremezzina sulla sponda occidentale del lago, a 25 chilometri dalla città di Como. È situato sul declivio della montagna, a 400 metri s.l.m., sopra le località di Ossuccio e Lenno, di fronte all’Isola Comacina. Il luogo, completamente isolato dagli abitati, è circondato da prati, uliveti e boschi e si presenta come un poggio da cui si ha il panorama di tutto il centro lago. Al Santuario si può accedere solo a piedi, lungo il viale delle cappelle. La tradizione popolare lega gli inizi della devozione alla Madonna ad una antica statua di Maria e a un antico dipinto. La statua, in marmo bianco, nascosta probabilmente sul luogo in tempi di lotte e invasioni, fu qui ritrovata da una fanciulla sordomuta che ebbe il dono della guarigione; si trova ora in una cappella votiva annessa al Santuario. L’affresco che rappresenta la Vergine col Bambino Gesù e S. Eufemia, patrona della vicina parrocchia di Isola, è pure molto antico (1501) e si trova su un altare laterale del Santuario. Salendo verso il Santuario del Soccorso, percorrendo il lungo viale con le cappelle rappresentanti i misteri del Rosario, si ha la possibilità di riscoprire le tappe salienti della vita cristiana intesa come cammino verso la casa del Padre. Risale al 2003 l’inserimento del Sacro Monte di Ossuccio, insieme ai complessi piemontesi di Belmonte, Crea, Domodossola, Ghiffa, Oropa, Orta, Varallo e a quello lombardo di Varese, nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’Unesco che ha coronato un progetto di valorizzazione culturale avviato con l’Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale Magistri Comacini, sottoscritto da Provincia di Como, Regione Lombardia, Fondazione Cariplo e altri partner che operano sul territorio.

Ora la Regione lancia un piano per la definizione e attuazione di politiche integrate per la valorizzazione e la gestione del sito ‘Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia’, inserito nella lista del Patrimonio mondiale dell’Unesco.

Lo prevede l’accordo, deliberato dalla Giunta regionale, tra Regione Lombardia e Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, attraverso il Segretariato Regionale per la Lombardia e Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per le province di Como, Lecco, Monza Brianza, Pavia, Sondrio e Varese, il Comune di Varese, Arcidiocesi di Milano, Parrocchia di Santa Maria del Monte, Fondazione Paolo VI per il Sacro Monte di Varese, Comune di Tremezzina, Diocesi di Como e Santuario della Beata Vergine del Soccorso di Ossuccio.

“Esprimo grande soddisfazione per questa intesa – ha commentato l’assessore regionale all’Autonomia e Cultura, Stefano Bruno Galli – che fa seguito a quella analoga sottoscritta l’anno scorso per il 40esimo anniversario del riconoscimento del primo sito Unesco in Italia, il parco archeologico delle incisioni rupestri della Valcamonica. L’accordo rappresenta uno strumento efficace per realizzare una leale e feconda collaborazione istituzionale, allo scopo di valorizzare lo straordinario patrimonio storico, artistico e culturale rappresentato dai Sacri Monti del Piemonte e Lombardia, sito riconosciuto quale patrimonio dell’umanità dall’Unesco nel 2003. E risponde all’esigenza di individuare modalità di lavoro comuni che s’impongano quale modello virtuoso ed efficiente di collaborazione fra istituzioni centrali, istituzioni territoriali e istituzioni locali, nel settore della conservazione, della valorizzazione e della fruizione di un sito culturale di inestimabile valore”.

“È bene ricordare – ha proseguito l’assessore Galli – che la Lombardia detiene il primato quale regione italiana, e nel mondo, con la maggiore concentrazione di siti riconosciuti dall’Unesco come patrimonio dell’umanità. Su molti di questi insistono le competenze di diversi livelli istituzionali. Diventa pertanto fondamentale che tutti soggetti coinvolti sappiano coordinarsi per un comune obiettivo, quello della valorizzazione culturale”.
“Tuttavia – ha concluso l’assessore Galli – “l’orizzonte strategico è ancora più ambizioso e più ampio, riguarda il coordinamento e l’integrazione di tutti i siti lombardi riconosciuti per valorizzare questo grande patrimonio. Una vera e propria rete, riconoscibile e interrelata, che sappia creare valore aggiunto per gli specifici attori territoriali di prossimità e per il territorio regionale nel suo complesso. Questo coordinamento, proprio per la peculiarità, varietà e ricchezza del patrimonio Unesco lombardo, non può essere conseguito tramite un unico accordo. Per questa ragione, stiamo perseguendo l’obiettivo attraverso una strategia fondata su uno schema di intesa che venga poi integrato e sottoscritto da ogni singolo sito, in funzione delle proprie specificità e peculiarità. Il percorso avviato nel 2019, con l’Arte rupestre della Valle Camonica, oggi prosegue con i Sacri Monti e presto guarderà verso nuovi siti Unesco”.

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