Sacro Monte. Patrimonio a rischio

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Tra arte e fede – Piera Gatta Papavassiliou ricostruisce in una guida il tesoro di Ossuccio, tutelato dall’Unesco ma ora minacciato dal degrado

Nuova vita – e si spera anche lunga – per il Sacro Monte di Ossuccio che, a dieci anni esatti dal suo inserimento nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’Unesco, ha visto recentemente il restauro della XIII cappella ed ora è di nuovo alla ribalta grazie al volume di Piera Gatta Papavassiliou. L’autrice ripercorre nelle 184 pagine del libro Il Sacro Monte di Ossuccio. Guida alle cappelle, edito e stampato da Attilio Sampietro di Menaggio (in vendita a 20 euro), la storia e l’arte

di un gioiello culturale che non si trova ancora in un adeguato stato conservativo.
Lo denuncia con amarezza la stessa scrittrice nell’introduzione dell’opera, quando afferma di aver constatato lo stato del «degrado, nonostante gli interventi di restauro che si sono susseguiti nel 1998-99 della V cappella, nel 2002 della I cappella, nel 2005 della II cappella e quello recente degli affreschi del Recchi conservati nella XIII cappella».
Quest’ultima, raffigurante la “Discesa dello Spirito Santo”, è stata recuperata con circa 100mila euro, grazie ai finanziamenti della Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici e della Fondazione Provinciale della Comunità Comasca, nell’ambito dell’Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale (Aqst) “Magistri Comacini”, sottoscritto dalla Provincia di Como, dalla Regione Lombardia, dalla Fondazione Cariplo e da numerosi soggetti del territorio, che si sono prodigati per la salvaguardia di questo bene storico e artistico lariano.
La preziosità del complesso è fruibile anche da chi non si sia mai concesso una passeggiata tra i viali del Santuario, attraverso i sapienti scatti fotografici contenuti nel volume e realizzati dall’editore Attilio Sampietro in persona, che ha dato voce anche agli artisti attivi nel cantiere del Sacro Monte con le riproduzioni di alcuni manoscritti attualmente conservati nell’archivio del Santuario.
L’edificio sacro si rivela punto di arrivo del percorso ascensionale e punto di partenza di questa nuova documentazione storica. Piera Gatta si è infatti fatta trascinare nell’impresa editoriale da Padre Elia, rettore del Santuario, che già nel 2004 aveva coinvolto l’appassionata ricercatrice nello studio degli ex voto del Santuario della Beata Vergine del Soccorso, confluito in un altro testo, edito sempre da Sampietro.
La recente pubblicazione ripercorre storia, arte e leggenda del santuario e delle sue 14 cappelle che da Molgisio, piccolo villaggio confinante con Lenno, si snodano fino alla sommità del monte – un dirupo a 419 metri sul livello del mare, di fronte all’Isola Comacina, circondato da campi, piantagioni di ulivi e boschi – facendo immergere il viandante nel lontano mondo secentesco, che traspare dagli abiti dei personaggi, dagli arredi, dagli affreschi e dai particolari più reconditi che solo un occhio attento e appassionato può cogliere. I busti policromi in stucco e terracotta, gli affreschi e l’architettura globale sono, infatti, il frutto del lavoro di noti artisti locali, quali Giovanni Paolo Recchi, Francesco Innocenzo Torriani, Carlo Gaffuri e Agostino Silva artefice, quest’ultimo, di circa 230 statue che animano le cappelle con scene tratte dalla vita quotidiana.
Come detto, rimane l’incognita del restauro complessivo. A conti fatti, per arrivare a restaurare tutte le cappelle del Sacro Monte (superfici e sculture all’interno di ciascun edificio) serve circa un milione e mezzo di euro. L’anno prossimo, sempre con il meccanismo della compartecipazione tra enti pubblici e privati, si dovrebbe restaurare la sesta cappella. La quinta e la seconda sono già state restaurate in passato e, in tutto, sono ancora nove quelle su cui intervenire. E al termine si ipotizza d’illuminare ex novo il viale verso il Santuario e dotare ogni cappella di impianto luci interno.

Cristina Fontana

Nella foto:
A sinistra e a destra, particolari delle statue che arricchiscono il percorso inserito nella lista come Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’Unesco. Sopra, una cappella

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