Sacro Monte, tesoro lariano

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Patrimonio dell’Unesco – Il 6 settembre a Ossuccio sarà inaugurata la tredicesima cappella dedicata alla Pentecoste, sottoposta a restauro

L’ipotesi di Como da inserire – come capoluogo o come sinonimo geografico di un intero patrimonio lacustre – fra i tesori tutelati come beni dell’umanità dall’Unesco ha riacceso i riflettori su una realtà che esattamente 10 anni fa l’ente che si occupa di cultura a livello planetario ha inserito tra i propri gioielli.
È il Sacro Monte di Ossuccio, che dal 2004 condivide il sigillo dell’Unesco insieme con altri otto “sacri monti” prealpini. Una struttura scenografica, dominata dal

Santuario della Madonna del Soccorso che giace su un dirupo a 419 metri sul livello del mare, di fronte all’Isola Comacina, circondato da campi, da piantagioni di ulivi e da boschi.
il restauro
Si torna ora a parlare delle quattordici cappelle, sempre bisognose di interventi e restauri. La tredicesima, dedicata alla “Discesa dello Spirito Santo”, è stata recuperata e il 6 settembre prossimo alle 18 ci sarà la solenne inaugurazione promossa dal Santuario del Soccorso in collaborazione con la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia, con la Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici, con la Fondazione Provinciale della Comunità Comasca e con le autorità diocesane e del territorio, in primis il sindaco di Ossuccio. Il tutto avverrà in quel grande contesto di investimenti e di valorizzazione del patrimonio storico-artistico dell’area centrolariana che si chiama “Aqst” ossia “Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale” intitolato ai Magistri Cumacini.
La cappella numero 13 è un edificio ottagonale, sulla facciata un arco sporgente in modo da formare una nicchia. Al centro sono disposte le 32 statue (mirabili il volto della Vergine e gli angioletti) nelle quali oltre alla mano di Agostino Silva si scorge la mano di qualche collaboratore. La scena è divisa tra il mondo terreno e il mondo ultraterreno. Risale alla seconda metà del Seicento.
il contesto
Le cappelle del Sacro Monte sono state tutte costruite tra il 1635 e il 1710, sono a pianta centrale e in stile barocco. Le impreziosiscono 230 statue in stucco e terracotta, a grandezza naturale, realizzate da diversi artisti come Agostino Silva, Carlo Gaffuri e Innocenzo Torriani, che si sono ispirati per l’abbigliamento e i costumi a quello in voga sul Lago di Como tra XVII e XVIII secolo.
Il Sacro Monte di Ossuccio è stato visitato di recente da Cristina Cappellini, assessore alla Cultura, Identità e Autonomie della Regione Lombardia, che all’inizio di agosto ha fatto tappa sul Lario per il progetto di assessorato itinerante “Culture in Cammino”. «La rete dei “sacri monti” che come Regione da tempo stiamo valorizzando, partendo da Varese, insieme con i piemontesi è un asso nella manica comasca, proprio in vista dell’Expo 2015», aveva dichiarato allora al “Corriere di Como”. Favorevole, sempre sulle colonne del nostro quotidiano, a una candidatura di Como tra i patrimoni Unesco che coinvolga a livello operativo e burocratico anche laRegione Lombardia, l’assessore Cristina Cappellini tornerà in visita sul Lario in autunno per un incontro dedicato all’Aqst “Magistri Cumacini” e all’Isola Comacina che ne è il fulcro non solo simbolico, con la sua somma di valori storici, artistici e archeologici.

Nella foto:
Veduta del Sacro Monte lariano dall’idrovolante

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