Sala parto, nuovi orari al Sant’Anna. Protesta dei dipendenti per i turni

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L’ultima protesta, in ordine di tempo, è scattata in sala parto. Dal primo novembre scorso, per gli oss, gli operatori socio sanitari dell’ostetricia del Sant’Anna è entrata in vigore una nuova turnistica che prevede orari di servizio dalle 19 alle 24 e dalle 24 alle 7, «un orario che comporta gravi problemi e che la gran parte di noi non ha accettato», contestano i dipendenti interessati in una lettera inviata alla direzione.
«Il turno del pomeriggio termina a mezzanotte e quello notturno inizia alla stessa ora – denunciano i firmatari della lettera – Questo comporta gravi problemi logistici e di conciliazione degli impegni lavorativi e familiari».
La nuova turnistica è in vigore già al pronto soccorso del Sant’Anna di San Fermo della Battaglia. «L’adesione era stata volontaria, mentre in questo caso la maggior parte degli operatori interessati non ha aderito ma si trova comunque con la nuova organizzazione – dice Massimo Coppia, coordinatore delle Rsu dell’Asst Lariana – La sala parto è un settore particolare, spesso ci sono urgenze e situazioni che si protraggono oltre l’orario previsto per la fine del turno. In questi casi naturalmente il personale rimane in servizio e con la nuova turnistica questo è un ulteriore elemento critico».
«Con la nuova organizzazione, gli orari di Oss, infermieri e ostetriche non coincidono e questo ha ripercussioni sul passaggio delle consegne – continua Coppia – Nonostante la richiesta di bloccare l’introduzione della novità e di confrontarci, l’organizzazione è stata modificata».
Il problema dell’ostetricia si aggiunge alle difficoltà già segnalate nel recente passato da altri operatori, in particolare della chirurgia e della degenza medica e si inserisce in un contesto di tensione legato alla carenza di personale infermieristico. «Stiamo chiedendo più organizzazione e più attenzione all’interno della nostra Asst, con l’attivazione di un tavolo permanente per la gestione del personale – dice Massimo Coppia – Ci sarebbe bisogno di un dialogo più costruttivo e di attenzione alle esigenze di una popolazione ospedaliera che in media ha oltre 50 anni di età e esigenze e limitazioni che devono essere considerate».
Alle criticità si aggiunge il capitolo degli infermieri delle cooperative, in servizio al Sant’Anna nonostante la contrarietà dei rappresentanti del personale. «Non siamo certo contrari ai lavoratori – conclude Coppia – ma si da anni denunciamo il problema della carenza di personale e siamo arrivati a questo punto per una mancanza di interventi. Non chiediamo il taglio dei posti letto, ma il ricorso alle cooperative costa e non permette di affrontare la situazione del personale in modo strutturale».
«Quello dei nuovi orari degli Oss è un progetto sperimentale già anticipato al pronto soccorso del Sant’Anna – risponde l’azienda – Questa organizzazione permette di ottimizzare le risorse in ostetricia e, previa valutazione successivamente anche in psichiatria. La presenza di personale esperto garantisce il passaggio delle consegne. È previsto comunque un periodo di monitoraggio di tre mesi al termine del quale saranno fatte le necessarie valutazioni condividendole con i rappresentanti dei lavoratori».
Anna Campaniello

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