Cultura e spettacoli

Salardi protagonista nel Museo di Modena

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Artisti locali – Nel 2014 ricorrerà il centenario della nascita del pittore di Carpi, che visse e insegnò a lungo nel capoluogo lariano

L’unico astrattista italiano che abbia dimostrato con la propria opera come avvenga il passaggio dal naturalismo all’astrattismo attraverso una progressiva decostruzione e decomposizione dell’immagine figurativa è ritenuto da molti critici il comasco di adozione Alfonso Salardi.
Si profila sempre più chiaramente il ruolo profetico del pittore di Carpi morto a Como nel 1981 – che fu amico degli artisti del “Gruppo Como” Manlio Rho, Mario Radice, Aldo Galli e Carla Badiali – quale anticipatore

di stili e sperimentatore. L’anno prossimo ricorrerà il centenario della nascita del maestro nato a Carpi nel 1914, e dal 1937 residente a Como dove insegnò a lungo.
Salardi si avvicinò all’arte nelle botteghe del nonno e del padre, artigiani del mobile. Si accostò poi all’astrattismo. Di fatto fu sempre tenace sperimentatore (come dimostrano certi lavori a encausto di recente pubblicati in un volumetto che raduna varie tecniche miste) in prima persona, anche a costo dell’isolamento, di un continuo “divenire dell’arte”.
In attesa che si profilino all’orizzonte auspicabili iniziative per il centenario del maestro lariano di adozione, il Museo Civico d’Arte di Modena ha ricevuto nel 2010 una importante donazione di dipinti da parte del figlio dell’artista, Romano Salardi, che ha di recente documentato nel ricco catalogo a colori della collezione dell’Ottocento e del Novecento, a cura di Tomas Fiorini, Francesca Piccinini e Luciano Rivi. Un ampio sguardo retrospettivo che permette di cogliere, anche con opere inedite, il percorso creativo del pittore lariano.
Splendido è ad esempio Barche lacustri, tempera del 1948 circa in cui spicca la sensibilità coloristica di Salardi. Vocazione che viene ribadita sul fronte geometrico anche con la tecnica dell’acquerello, in Composizione astratta del 1958. Nella ventina di opere entrate in permanenza nella ricca collezione del museo d’arte modenese spicca però anche una testimonianza della passione di Salardi per l’arte sacra: è il bozzetto per una delle grandi vetrate per la chiesa del Collegio Santa Chiara di Muggiò presso Como, realizzate tra il 1962 e il 1965. Giuseppe Pierpaoli, il progettista dell’edificio e a sua volta pittore, invitò l’amico Salardi a collaborare anche in altre occasioni, come nel caso della cappella del cimitero di Montano. Una tavolozza raffinata e variegata, insomma, ancora in attesa di un catalogo generale.

L.M.

Nella foto:
Presentazione di Maria, bozzetto per vetrata di Alfonso Salardi del 1968
3 Novembre 2013

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Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


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