Salari bassi e assicurazione privata: i vigili del fuoco “eroi” sottopagati

L'intervento dei vigili del fuoco

Il crollo di Quargnento, in cui qualche giorno fa sono morti tre vigili del fuoco, ha riaperto la discussione sulle condizioni di lavoro di questi uomini in divisa, eroi spesso per caso e non di rado costretti a intervenire in situazioni difficilissime mettendo a rischio la vita. Sono così tornati d’attualità alcuni temi, forse poco conosciuti dal grande pubblico, ma certamente ben presenti a chi ogni giorno indossa i pesanti (in tutti i sensi) vestiti antincendio: i bassi salari, la mancanza di un’assicurazione totale sui rischi, turni troppo lunghi causati dalla carenza di personale.

I rappresentanti e i delegati sindacali dei vigili del fuoco di Como hanno accettato di parlare della loro realtà professionale. Ne è emerso un quadro tutto sommato buono, sebbene punteggiato da problemi che possono essere affrontati e risolti. Secondo Vincenzo Ciotta, delegato Cisl, «la situazione del comando di Como è simile a molte altre. I mezzi di terra sono sufficienti e moderni mentre i dispositivi di protezione individuali – i ricambi degli abiti antifiamma e antiacido, gli stivali e altro ancora – scarseggiano. A livello centrale sono indietro con le consegne, ma è un problema di tutti, non riguarda soltanto Como». La questione più seria, dice ancora Ciotta, è però la carenza di personale. «Servono più uomini, rispetto alla pianta organica del ministero siamo molto sotto, almeno un 30%. Compensiamo con lo straordinario e i volontari, ma bisognerebbe trovare una soluzione più strutturata e definitiva».

Mario Casolini, delegato della Cgil, conferma i numeri di Ciotta. «Il nostro problema più grosso è proprio la mancanza di personale qualificato – dice – mancano all’appello almeno una quindicina di capisquadra. Tra le nuove leve qualche assunzione c’è, ma il loro ingresso operativo è ancora troppo lento». Entrambi i delegati sindacali pongono poi l’accento sul tema dei salari e su quello dell’assicurazione antinfortunistica. I vigili del fuoco non sono coperti dall’Inail e pagano tutti un’assicurazione privata. Quella istituzionale, infatti, risarcisce soltanto l’infortunio grave. Da anni chiedono di comporre questa situazione, ma nulla è ancora accaduto.

Anche sugli stipendi la battaglia sindacale è di lungo periodo. Nonostante i rischi che corrono, i vigili del fuoco guadagnano un salario medio netto di circa 1.350 euro al mese, il 25% in meno dei colleghi delle forze dell’ordine. «È pur vero che non facciamo questo lavoro soltanto per lo stipendio – dice Ciocca – la nostra è anche una missione. Ma credo che le richieste di adeguamento degli stipendi siano più che legittime». «Una questione urgente c’è – conclude poi Casolini – e riguarda il distaccamento di Menaggio. Oggi siamo in una villetta a schiera, dovremmo avere un’altra sede, più grande e funzionale. So che ci sono varie idee, spero che si possa decidere al più presto».

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