Saldi, cresce l’attesa dei comaschi. Natale negativo per i commercianti

I saldi battono Babbo Natale. A Como infatti, dopo l’abbuffata del 25 dicembre caratterizzata in prevalenza da piccoli regali e tanto cibo, l’attesa è per le vendite scontate. Lo confermano i commercianti.
Questo Natale 2017 infatti, nonostante la città sia stata letteralmente invasa ad ogni weekend, non si è contraddistinto per spese eccessive. Evidente, dunque, la scelta dei comaschi di limitarsi perchè ancora alla prese, come nel resto d’Italia, con una ripresa lenta dei consumi. L’obiettivo sembra dunque chiaro: scatenarsi con lo shopping dal 5 gennaio, giorno fissato in Lombardia per la partenza delle vendite scontate. Si termina il 5 marzo.
«Gente se ne è vista veramente tanta – spiega Marco Cassina di Confcommercio Abbigliamento -– Il progetto luci ha funzionato, specialmente durante i weekend. Anche se non sempre le persone che si vedono a spasso entrano nei negozi per fare acquisti. Questo soprattutto per l’imminenza dei saldi che da sempre rappresentano un’opportunità ghiotta per fare affari».
Quanti invece hanno ottenuto un ottimo risultato in questo periodo di feste sono bar e ristoranti. Bene anche i negozi di giocattoli e quelli che vendono piccoli oggetti a prezzi contenuti.
«Non abbiamo notato differenze sostanziali con l’anno passato – spiega Cassina commentando anche quanto riportato dai colleghi – L’attesa è sempre più forte per i saldi. Da tempo è così». Inoltre sempre più spesso i clienti si orientano all’acquisto online dove molti prodotti, già scontati nel corso del’anno, subiscono ulteriori ribassi.
In città dunque ci si prepara all’inizio del 2018 per riuscire a bilanciare gli affari non entusiasmanti del periodo di feste. Da sempre molto ricercati per il bilancio dei commercianti comaschi, i clienti svizzeri. «Sono sempre presenti a Como ma in quantità inferiore rispetto al passato – spiega Cassina – E rimangono decisivi».
In affanno, anche il settore degli ambulanti. «Purtroppo sono ormai alcun anni che anche nel periodo di Natale non si riesce a vendere come in passato – spiega Roberto Benelli, responsabile ambulanti per Confcommercio – Questo perché diminuiscono i turisti stranieri che per noi rappresentano sempre i migliori acquirenti. C’è sempre molta gente a passeggio sotto le festività, ma si tratta in prevalenza di italiani. Un tempo il periodo di Natale era tra i migliori ma adesso l’attesa dei saldi di inizio gennaio ha frenato gli acquisti».
E anche al mercato i clienti d’oltreconfine rappresentano un valore aggiunto. «Sono soliti venire per fare acquisti, anche sostanziosi, quando cambiano le stagioni. Ad esempio a inizio dicembre, meno invece sotto Natale. Ma per fortuna ci sono loro che ci danno un deciso aiuto», chiude Benelli.

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