Sale la psicosi attentati a New York. Due comaschi coinvolti nel falso allarme da Macy’s

I magazzini Macy’s, nei cui pressi venerdì c’è stato un falso allarme che ha creato il panico tra la folla

L’isteria da attacco terroristico ha colpito ancora. Questa volta a New York, zona Penn Station a due passi dai magazzini Macy’s. Qui, verso le 18.30 di venerdì scorso, dei rumori improvvisi uditi nella stazione della metropolitana – simili a spari – hanno generato in pochi istanti il caos totale, con persone in fuga e testimoni che giuravano di aver visto un uomo armato di pistola aggirarsi tra la folla. In mezzo a questo scenario pauroso che fortunatamente alla fine si è dimostrato non essere dipeso dalla presenza di una terrorista armato di pistola ma appunto da alcuni rumori generati da lavori in corso, si è ritrovata una coppia di Cagno che ha raccontato l’esperienza.

Massimiliano Spina e la moglie Patrizia a New York

«Eravamo proprio nei dintorni. Mentre ritornavamo in albergo dopo una giornata per la città, ci siamo ritrovati di fronte una folla di centina di persone che correva nella nostra direzione urlando di scappare. Subito anche noi – ricorda Massimiliano Spina – abbiamo iniziato a scappare per metterci in salvo seguendo per quanto possibile la fiumana di gente. Tutti pensavano ad un attacco terroristico e in tanti ci hanno detto che all’interno di Macy’s qualcuno si era messo a sparare». Una psicosi dunque che ha trasformato in pochi istanti un rumore sospetto in un attentato in piena regola. «In pochi attimi sono arrivate numerose pattuglie di polizia oltre a 5 camion dei vigili del fuoco che hanno bloccato ogni singolo angolo della strada – prosegue il racconto il testimone una volta rientrato in albergo – Tante anche le ambulanze. Il panico tra le gente era irreale. Noi siamo riusciti a rientrare in hotel solo dopo oltre due ore dall’accaduto».

E sebbene alla fine tutto sia andato per il meglio «dopo aver visitato il museo dedicato alle Torri gemelle e aver visto persone piangere per i loro cari, abbiamo capito a nostre spese con che livello di paura devono convivere ogni giorno i cittadini americani». E come anche un “banale” rumore possa innescare una vera e propria psicosi da attentato.

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