Salgono a 23 i Comuni lariani chiamati a votare la fusione

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Referendum Day

Si amplia la platea dei cittadini comaschi che il prossimo 1° dicembre sarà chiamata a votare nel referendum day sulle fusioni tra Comuni.
Ieri mattina, la giunta della Regione Lombardia ha infatti inserito 3 progetti di accorpamenti di enti locali comaschi nell’elenco già licenziato dalla commissione per il riordino delle autonomie. I tre progetti sono tutti collocati lungo la sponda occidentale del Lago. Si tratta infatti delle fusioni tra i Comuni di Ossuccio, Lenno, Tremezzo e Mezzegra; Menaggio, Grandola ed Uniti, Plesio e Bene Lario; Pianello del Lario e Musso. La decisione della giunta lombarda era attesa. E il ritardo con cui è stata presa ha creato un

piccolo “giallo”. Alla fine di luglio, infatti, il consigliere regionale comasco del Pd, Luca Gaffuri, aveva lanciato l’allarme sul mancato inserimento di alcune fusioni negli elenchi regionali.
Nel giro di poche ore era giunta la rassicurazione dei vertici del Pirellone, ma si è dovuta attendere la ripresa politica di fine estate per un pronunciamento formale. Pronunciamento che è giunto ieri, durante la riunione della giunta presieduta da Roberto Maroni.
Saranno quindi 23 (su 160) i paesi lariani chiamati al voto consultivo sulle fusioni. Oltre a quelli già citati, vanno aggiunti Bellagio e Civenna; Drezzo, Gironico e Parè; Faloppio, Ronago e Uggiate-Trevano; Claino con Osteno, Corrido, Porlezza, Valsolda e Val Rezzo.
L’esito della consultazione popolare sarà dirimente per la decisione finale, che come è noto, spetta al consiglio regionale. È l’assemblea del Pirellone ad approvare le leggi con cui sono sancite le fusioni.
«Approvare l’indizione di referendum significa dare voce alla volontà dei cittadini e al loro voto ci rifaremo per qualunque decisione in merito», hanno infatti scritto giovedì in una nota i presidenti delle commissioni Affari Istituzionali e Riordino delle Autonomie, Stefano Carugo e Giulio Gallera, entrambi eletti con il Pdl.

Nella foto:
Menaggio è uno dei Comuni in cui si voterà per la fusione (foto Baricci)

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