Salonia parla del nuovo romanzo

scrittura letteratura poesia

C’è un po’ di Como, Inter e spiritualità nel nuovo libro del medico e scrittore lariano Andrea Salonia che esce in libreria con il suo nuovo romanzo dal titolo originale “Odiodio” per la “Nave di Teseo”, la casa editrice milanese diretta da Elisabetta Sgarbi. Il medico, nato a Como nel 1971 e professore di Urologia del San Raffaele di Milano, nelle sue pagine mescola la vita professionale con riferimenti all’Inter e al mondo del sacro. Non mancano richiami alla sua città natale.
La storia parte dal viaggio interiore di Faustino, ragazzo cresciuto in provincia e tifoso della squadra nerazzurra, che lungo il percorso del Ghisallo ha un’illuminazione spirituale. Quello con Dio sarà per lui un dialogo costante e una continua messa in discussione. Solo dopo essere partito per una missione in Togo, la sua vita prenderà una nuova direzione.
«Lo sguardo sul mondo tipico dello scrittore mi aiuta a essere un medico migliore – dice Salonia – E viceversa sento di essere un buon scrittore provenendo da un mondo in cui sono chiamato a interpretare segni e sintomi. Sono verità che ho colto con particolare evidenza durante questo anno di pandemia dove ho lavorato a pieno ritmo anche durante il lockdown. Ho capito, come spiega bene la quarta di copertina del mio nuovo romanzo, che ogni cosa, anche la più piccola, ha una importanza enorme, e anche il fiore più minuto merita di essere innaffiato».
«Mi sento un intimista della parola – dice Salonia – e ho iniziato a scrivere un terzo romanzo parlando proprio dei “maledetti giorni” di questo 2020 che mandiamo in archivio. Giorni maledetti, certo, stressanti, pieni di paure da affrontare, ma anche estremamente proficui dal mio punto di vista perché hanno permesso di dare il giusto valore al capitale umano. Siamo stati messi di fronte a una patologia inedita, di cui nessuno sapeva nulla, e questa sfida ha cioè imposto a tutti di esprimersi al meglio, e purtroppo anche al peggio. Sono emerse le eccellenze e le miserie. E parlando da scrittore questa massa di sentimenti è stata ed è una fonte veramente preziosa di ispirazione».
Medico e scrittore: quali sono i suoi riferimenti letterari? Salonia non nega di essere un appassionato dello scrittore e medico francese Louis-Ferdinand Céline (pseudonimo di Louis Ferdinand Auguste Destouches) che ha dedicato pagine mirabili al dottor Ignazio Semmelweis, il medico ungherese che diede importanti contributi allo studio delle trasmissioni batteriche da contatto e alla prevenzione della febbre puerperale.
«Un mio riferimento tra i medici scrittori – dice Andrea Salonia – è il bellanese Andrea Vitali, altro autore di lago cui devo il merito di avermi spronato alla scrittura, mi ha dato il coraggio di esprimermi, invitandomi a non desistere. L’ho incontrato di persona una sola volta ma non dimenticherò mai quando in tale occasione mi ha detto di dare ascolto al mio cuore di scrittore. Se coltivi una passione, vai fino in fondo costi quel che costi. Nel mio nuovo libro dedico poi un intenso omaggio al grandissimo Dino Buzzati. I suoi Sessanta racconti sono stati e restano un modello narrativo importantissimo. E rendo omaggio anche a un maestro dell’emozione tradotta in parola sempre efficace, pur nella distanza linguistica che ci separa, come il poeta romanesco Trilussa. Per me lo scrittore deve farsi capire e parlare della gente e della vita, Un altro modello di riferimento è in tal senso Elio Vittorini. Nel mio nuovo romanzo poi parlando di calcio e di Inter non posso non rivolgere un devoto pensiero al mio maestro nel campo della ricerca andrologica, Patrizio Rigatti, strepitoso chirurgo quanto grande tifoso».
Ma da dove è nato il nuovo libro? «L’ispirazione – dice Andrea Salonia – viene da una persona che è a me molto cara, e la cui storia mi è sembrata meritevole di racconto, ma il libro è soprattutto un romanzo, ossia una opera di fantasia dove però c’è molto del mondo dell’autore. L’ambientazione è comasca ad esempio, si sente che dietro ci sono i miei otto anni trascorsi nelle aule del Collegio Gallio di Como, e ci sono forti riferimenti alla Valsassina e alla vicina Valtellina. Il personaggio di Faustino lo sento molto “mio” così come nel libro ho trasposto il mio amore viscerale per l’Africa, il continente da cui la specie umana proviene, L’esperienza che ho vissuto e di cui parlo davanti alla costa da cui partivano le navi colme di schiavi, sradicati dal loro mondo e proiettati con violenza in un nuovo continente, è stata uno spunto narrativo fortissimo oltre che una fortissima emozione, Mi sento un autore laico, ma che ha una sua fede, come ho potuto tra l’altro sperimentare in un viaggio in quella splendida città che è Gerusalemme».
Il libro di Salonia sarà presto al centro di due eventi digitali, un webinar con Raffaello Carabini di “50 & più” e “Spazio50” il 27 gennaio alle 18 e un webinar legato al Premio Flaiano il 29 gennaio alle 18.30. Info su www.lanavediteseo.eu.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.