Saltano i corsi: beffati in 800 tra adulti e bambini

alt Le conseguenze sugli sportivi
Non sarà priva di ripercussioni sugli sportivi la chiusura – per ora a tempo indeterminato – della piscina Sinigaglia di Como. La struttura, infatti, è molto frequentata praticamente a tutte le ore. Innanzitutto per i numerosi corsi di nuoto che offre ad adulti e bambini. In secondo luogo, come vasca prediletta da moltissimi comaschi negli orari della pausa pranzo.

Proprio in coincidenza con la ripartenza delle scuole, la seconda settimana di settembre, sarebbero dovuti partire come d’abitudine i corsi, che naturalmente ora sono saltati. La stima della Como Servizi Urbani, sulla base dei numeri delle ultime annate, parla di circa 800 atleti di ogni età costretti ora a trovare un’altra vasca agibile. Il che, però, parlando di strutture pubbliche, non è propriamente uno scherzo. Nella zona più centrale di Como, infatti, non esistono piscine paragonabili a quella di viale Sinigaglia. Questo significa che gli appassionati, o le famiglie che avrebbero voluto portare i figli a dare le prime bracciate, dovranno necessariamente cambiare – e non di poco – i programmi. Due le opportunità: rivolgersi a qualche struttura privata nella zona centrale o semicentrale di Como, oppure dirigersi verso gli impianti pubblici in periferia. Cioè la piscina di Muggiò, o quella del centro sportivo di Casate. 

 Per quanto riguarda la possibile riapertura al pubblico della vasca di viale Sinigaglia, le ipotesi sono piuttosto variabili. Nel migliore dei casi, cioè senza alcun intoppo legale, procedurale o tecnico, i primi tuffi alla Sinigaglia potrebbero verificarsi a ottobre. Questo nel caso in cui i giudici dessero subito l’incarico per le perizie, queste venissero rapidamente svolte e poi Csu – in attesa di rivalersi sui privati per il costo delle operazioni – si adoperasse per un “ripristino-ponte” della vasca. 

Nell’ipotesi peggiore, invece, se questo piano lineare dovesse subire intralci o stop, la chiusura della struttura dentro lo stadio potrebbe protrarsi per settimane o addirittura mesi.
Il calvario burocratico passato dal Comune tra 2001 e 2007 – quando un contenzioso bloccò il primo restauro – invita a essere prudenti.

Nella foto:
Il beffardo avviso che ancora campeggia sulla facciata della piscina per le iscrizioni ai corsi (Mv)

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