Salvare l’autosilo di Valmulini «Posti gratis e navette continue»

Coro di no per un eventuale “Ecopass” nel capoluogo lariano
Tutto è possibile. Ogni idea merita di essere valutata. Va però assolutamente escluso l’intervento delle ruspe. Arriva un no secco all’abbattimento dell’autosilo Valmulini.
È questo il primo, incontrovertibile verdetto emerso dal dibattito sul futuro del parcheggio sempre più abbandonato. Il bilancio in rosso, le voragini comparse al sesto piano e l’utilizzo minimo da parte degli automobilisti stanno infatti accelerando il “collasso” di una struttura ritenuta necessaria almeno fino a quando era aperto il vecchio Sant’Anna. Cosa fare dunque? Ipotizzare un Ecopass sullo stile delle grandi città per bloccare in periferia gli automobilisti?
«Assurdo – dice Elisabetta Patelli, portavoce regionale dei Verdi – Mi viene da ridere. Non sono interventi che si possono concretizzare dall’oggi al domani. L’autosilo è sempre stato un ecomostro. Prima poteva avere una sua utilità. Ora non più. Ci vuole un sistema nuovo. Veri parcheggi di interscambio. Penso, ad esempio, alla struttura di Lampugnano nella periferia di Milano. Luoghi dove trovare bus navetta e collegamenti adeguati con il centro». I cittadini purtroppo sono abituati a parcheggiare vicino al luogo dove devono recarsi. «Questo è un limite reale – interviene Mauro Antonelli del Codacons – Perché non fare un esperimento? Rendere gratuita la sosta nel parcheggio Valmulini e organizzare un efficiente sistema di bus navetta verso la città. Abituiamo il pubblico e facciamo vedere che nei loro tentativi di trovare un posto in pieno centro non fanno altro che perdere tempo, inquinare e sprecare benzina. Poi sarà naturale inserire un biglietto integrato. Perché non cominciare magari con una breve sperimentazione nei giorni di mercato? Un test efficace».
L’Ecopass «potrebbe anche essere una soluzione. Purché non venga utilizzato esclusivamente per fare cassa. Se dimostrano che il 50% delle multe viene investito in sicurezza e in nuovi parcheggi e anche per incrementare il trasporto pubblico – conclude Antonelli – allora, perché no?».
Più che l’Ecopass «bisognerebbe ripensare la mobilità generale dell’intera convalle – interviene il presidente dell’ordine degli architetti di Como, Angelo Monti – Esiste un piano del traffico? Studi sull’afflusso delle macchine? Soltanto con una visione dettagliata e d’insieme si potrà pensare a come far muovere le persone, i mezzi pubblici e le auto. E così diventerà più semplice capire dove collocare i parcheggi visto che si parla dell’autosilo Valmulini». Il passaggio decisivo è «la creazione di un progetto della città pubblica – dice ancora l’architetto Angelo Monti – Soltanto così si potrà capire dove sistemare le infrastrutture e come usarle. Tutto ciò non rappresenta un’utopia. Bisogna però prevedere tempo per riuscire a sviluppare una simile progettualità».

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
L’autosilo della Valmulini è molto spesso vuoto, il costo della struttura è giudicato ormai eccessivo (foto Baricci)

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