Salvata dal figlio: ustioni sul 40% del corpo

Ospedale Niguarda

Avrebbe riportato ustioni sul 40% del corpo, lesioni di secondo e terzo grado soprattutto alla mano, agli arti inferiori e al fianco sinistro, quello più colpito. È il quadro clinico della mamma 30enne di Valbrona, investita da un ritorno di fiamma partito da una stufetta a bioetanolo nella serata di domenica mentre si trovava nella propria casa nel comune del Triangolo Lariano. Da quanto è stato possibile ricostruire, erano da poco passate le 20 della domenica quando la donna, che era in casa assieme ai due figli minorenni di 8 e 5 anni (un maschietto e una bambina), per cause che ora toccherà ai vigili del fuoco appurare, è stata investita dalla fiammata. Accesa nella abitazione c’era infatti una stufetta di quelle che vengono alimentate con il bioetanolo. La mamma, per pararsi dalla vampata di fuoco, si sarebbe voltata verso destra protentendo le mani a difesa del volto, e questo spiega perché gran parte delle ustioni sarebbero concentrate sul fianco sinistro del corpo, quello che è rimasto esposto, oltre che sugli arti. Decisivo, a questo punto, sarebbe stato l’intervento di uno dei due figli che si trovavano in casa, quello più grande. Il bambino, con prontezza di riflessi, avrebbe rovesciato un secchio di acqua addosso alla madre spegnendo le fiamme che avevano attaccato i vestiti ed evitando complicazioni ancora più importanti.
«Quando siamo intervenuti il bambino aveva fatto tutto quello che era necessario e abbiamo solo constatato i fatti – ha commentato Marco Galante, ingegnere dei vigili del fuoco di Como – Il bambino ha soccorso la mamma e ha spento il principio d’incendio della stufetta». La mamma è stata soccorsa sul posto dall’elicottero del 118 ed è stata poi trasportata in gravi condizioni all’ospedale Niguarda di Milano, nella foto, dove si trova ancora ricoverata. La ragazza non sarebbe tuttavia in pericolo di vita. La prognosi si aggirerebbe tra i 20 e i 25 giorni.

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