Salvati da Papa Francesco: la vera storia di Jorge Mario Bergoglio

altLa “guerra sucia”. Il ruolo dell’attuale pontefice durante gli anni della dittatura argentina svelato in un avvincente libro-inchiesta del giornalista comasco di “Avvenire” Nello Scavo
Come il provinciale dei gesuiti bonaerensi strappò centinaia di persone alla “desaparición”
«Il provinciale aveva trasformato la struttura in una specie di centro operativo per la protezione e il salvataggio dei dissidenti. E chiunque si trovasse in quella situazione, in quel luogo, con quello spregiudicato gesuita di neanche quarant’anni, finiva per domandarsi cosa e chi spingessero il giovane sacerdote a rischiare in proprio, arrivando a mettere in pericolo i propri confratelli, per salvare quelli che in fondo erano degli sconosciuti dalle idee controverse e perfino anticlericali».

A parlare così – dopo che il mondo aveva ascoltato e visto in Tv l’inatteso «Buonasera» rivolto dal nuovo Papa argentino ai romani – è Gonzalo Mosca, uruguayano militante di sinistra e membro del Gruppo di azione unificata, un movimento rivoluzionario tra i tanti nati in America Latina al tempo delle dittature militari. Gonzalo racconta ciò che alcuni sapevano e hanno sempre taciuto: la vera storia di Jorge Mario Bergoglio. Il Papa che dalle stanze del Colegio Máximo di San Miguel salvò da morte sicura e dalla desaparición centinaia di persone. Gonzalo Mosca è anche uno dei molti testimoni il cui racconto è finito nelle pagine di un libro scritto dal giornalista comasco Nello Scavo (I sommersi e i salvati di Bergoglio, Piemme, 2014, pagine 264, euro 16,50). Inviato di Avvenire, cronista di giudiziaria e reporter internazionale, Scavo è stato tra i primi a mettere duramente alla prova (fino a smontarla del tutto) la vulgata che voleva Bergoglio silente con la dittatura bonaerense o addirittura complice della giunta militare dell’ammiraglio Emilio Eduardo Massera e del generale Jorge Rafael Videla. In un primo libro, pubblicato un anno fa (La lista di Bergoglio, Emi), Nello Scavo aveva svelato una verità taciuta a lungo su richiesta dello stesso Papa, refrattario di natura alla ribalta. A distanza di un anno, dopo il successo straordinario del suo lavoro (tradotto in 15 lingue), il giornalista comasco è tornato sull’argomento per completare il quadro.
Ne è venuto fuori un testo che è insieme un romanzo e un reportage.
Una breve storia della dittatura argentina e della Guerra sucia – la guerra sporca condotta nei 340 centri di detenzione illegale «che dal 1976 al 1983 fece dell’Argentina una terra di martirio» – e un compendio di teologia della povertà.
Un libro che si legge d’un fiato, trascinati dal susseguirsi di eventi ad alto tasso di drammaticità. In questo scenario emerge la figura di Francesco, oggi vescovo di Roma ma allora provinciale dei Gesuiti in Argentina, destinato a diventare con il tempo anche primate della Chiesa Cattolica latinoamericana.
Il profilo del Papa è delineato dai racconti di chi lo ha conosciuto, di chi gli è stato vicino in momenti terribili. Religiosi e confratelli, ma anche giovani studenti di sinistra, laici, diplomatici. Tutti a stupirsi (dopo) della «pazienza, dell’astuzia e della tenacia» di un uomo forgiato alla scuola dei Servi di Gesù.
Racconta Alicia Oliveira, primo giudice penale donna nella storia argentina: «Ricordo il caso di un perseguitato: non poteva attraversare la frontiera ma, siccome i due si somigliavano, Jorge gli diede la sua carta d’identità, la sua camicia da prete e così quello riuscì a mettersi in salvo. Queste sono cose che non tutti avrebbero fatto». Non tutti. Bergoglio, invece, sì.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.