Salvatore prepara un omaggio a Beuys

La "Balena" di Nicola Salvatore nello studio di Piero Manzoni

Nicola Salvatore, già docente all’Accademia di Belle arti di Brera, è pittore e scultore totale ed eclettico che si muove con disinvoltura tra opere tradizionali per linguaggio e tecniche e sperimentazioni, compresa l’arte legata alla gastronomia.
È celebre per le sue interpretazioni del tema della balena, come archetipo culturale e simbolo di un passato ancestrale in cui la natura non subiva l’attacco dell’uomo.
Ha in cantiere, anticipa al “Corriere di Como”, «due grandi sculture da inaugurare appena collocate in Toscana, presumibilmente tra fine aprile e inizio maggio». Ma l’agenda non è finita qui.
«Sto lavorando – dice Nicola Salvatore al nostro giornale – a una esposizione da confermare data la pandemia, e che potrebbe essere al limite solo virtuale, per partecipare al centenario della nascita dell’artista tedesco Joseph Beuys con un mio omaggio che prevede l’esposizione delle sue celebri “Lavagne” accanto alle mie».
Joseph Beuys realizzò le sue celebri lavagne intitolate “Scritture sacre” negli anni Ottanta a Perugia. Una ricognizione sulla presenza di Beuys in Italia, dove il maestro tedesco ha iniziato a operare con continuità nel 1971, presentandosi soprattutto nella veste di predicatore, di politico, non solo di artista, è nel volume di una storica dell’arte comasca, Cecilia Liveriero Lavelli, intitolato Beuys e le radici romantiche della sua opera.

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