“Salviamo il Palaghiaccio”, campioni a Casate. Un evento per chiedere di tutelare l’impianto

Una manifestazione voluta dai genitori degli atleti
«Non ci fidiamo delle parole finché non vediamo l’accordo scritto nero su bianco. In questi anni abbiamo ricevuto solo promesse». Comprensibilmente scettici, i genitori dei 600 atleti che si allenano al palaghiaccio di Casate non ripongono le armi e, per voce di Stefano Verga, presidente di una neonata associazione che li rappresenta, invitano i comaschi alla manifestazione di domenica sera.
Una festa sul ghiaccio, con nomi di prim’ordine (le campionesse di pattinaggio Anna Cappellini
e Francesca Rio, ad esempio), per chiedere a gran voce di non chiudere il palazzetto di Casate. Rischio paventato a inizio anno, ma scongiurato (sembra) nei giorni scorsi da Mariano Montini.
Proprio Montini, presidente di Csu, la società che gestisce il palaghiaccio, nelle prime settimane del 2012 aveva minacciato di chiudere l’impianto.
All’origine della vicenda un problema di vicinato: i residenti della zona si lamentano per gli eccessivi rumori generati dalle attività sportive. L’Arpa aveva effettuato i rilievi fonometrici, dai quali emergeva che il chiasso del palaghiaccio era superiore ai limiti di legge.
Perciò, a Montini era stato notificato un decreto penale di condanna per inquinamento acustico, poi convertito in multa. Nel frattempo, Csu aveva presentato al Comune un progetto di insonorizzazione. I lavori però non sono mai partiti, perché il pannello fonoassorbente scavalcava i confini del palaghiaccio (di proprietà del Comune e gestito da Csu). I residenti avevano dato tempo alla stessa Csu fino al termine di febbraio. Quando è apparso evidente che, entro quel termine, i lavori non sarebbero mai stati completati a causa del problema sui confini, Montini ha minacciato la chiusura dell’impianto.
«O il Comune risolve questa faccenda – diceva – oppure a marzo dovrò interrompere le attività di Casate, pur a malincuore. Ho già preso un decreto penale, non voglio rischiare altre beghe legali». Di pari passo, su Facebook è montata la protesta dei genitori: il gruppo “Salviamo il palaghiaccio di Casate” ora conta 2.614 iscritti, tra i quali la campionessa Carolina Kostner.
La vicenda si è sbloccata la settimana scorsa, dopo un incontro tra i legali di Csu, Comune e residenti. «I residenti hanno capito – annunciava Montini l’8 febbraio – Verrà prorogata la convenzione che avevamo sottoscritto, che ci imponeva di insonorizzare entro il 29 febbraio. Credo che entro settembre, inizio della stagione 2012- 2013, avremo ampiamente finito i lavori».
Mamme e papà degli atleti, però, ancora non si fidano. «Siamo contenti che le parti siano arrivate a un accordo verbale – dice Stefano Verga, rappresentante dei genitori – ma vorremmo che questa intesa venisse ufficializzata, nero su bianco. In passato abbiamo sentito troppe promesse. Apprezziamo le rassicurazioni degli ultimi giorni, ma finché la vicenda non verrà completamente risolta noi vigileremo. Tra quindici giorni verificheremo se l’accordo con i residenti verrà firmato. Poi controlleremo tutte le fasi successive. Dopo quanto accaduto negli ultimi anni, abbiamo il diritto di nutrire qualche dubbio. Vogliamo tutelare i diritti dei nostri figli».
Nel frattempo, i genitori e le società di Casate hanno organizzato per domenica sera una festa sul ghiaccio. Il titolo dell’iniziativa è lo stesso del gruppo Facebook: “Salviamo il palaghiaccio di Casate”.
Campioni e giovani atleti di hockey, pattinaggio artistico e sincronizzato si alterneranno sullo storico ghiaccio di Casate. La manifestazione inizierà alle 18.30 e terminerà alle 20. L’ingresso è libero. I genitori hanno invitato anche tutta la classe politica della città di Como.

Andrea Bambace

Nella foto:
Una gara di hockey giovanile a Casate. Le travagliate vicende del palazzetto del ghiaccio cittadino continuano a tenere banco

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