Salvini sbaraglia il Senatur con il 75% dei voti

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Le primarie della Lega Nord
Anche il Lario incorona il 40enne come prossimo segretario del Carroccio

I leghisti comaschi mandano “in pensione” Umberto Bossi e scelgono Matteo Salvini come segretario nazionale. Dei quasi 500 aventi diritto, alle urne si è presentato circa il 60% degli elettori lariani. Netta la preferenza per il nuovo leader, che ha raccolto quasi il 75% dei consensi, sbaragliando la concorrenza del Senatur.
I dati non sono ancora ufficiali, ma la vittoria di Matteo Salvini a Como è netta e inequivocabile. Sul Lario, tre padani su quattro hanno votato il più giovane dei

due candidati. Un dato in linea con la situazione nazionale, che ha visto un’affermazione chiara del 40enne milanese. Degli oltre 10mila militanti che si sono recati alle urne per le primarie del Carroccio, l’82% ha scelto Salvini, da ieri ufficialmente segretario federale della Lega Nord.
«La Lega è più viva che mai e l’esito delle votazioni per la scelta del segretario lo dimostra», è il primo commento di Angelo Sala, segretario provinciale della Lega Nord. Il leader comasco del partito è soddisfatto per l’affluenza alle urne e non è sorpreso dal risultato del voto.
«La partecipazione è elevata, considerando che la consultazione si è svolta in un’unica giornata, di sabato e con un orario di apertura dei seggi limitato – ha detto Sala – Anche sul Lario, come in generale, abbiamo registrato una vittoria scontata e netta di Matteo Salvini. La Lega guarda avanti, pur ringraziando Umberto Bossi per tutto quello che ha fatto». L’esito del voto, a detta del segretario provinciale di Como, è un segnale chiaro. «Si guarda al futuro – dice Sala – Adesso bisogna cambiare marcia. Salvini ha l’entusiasmo, la voglia di fare, la preparazione e le capacità da leader, ovvero tutte le caratteristiche delle quali abbiamo bisogno in questo momento».
La minoranza che avrebbe voluto ancora Bossi leader, secondo Angelo Sala, accetterà il nuovo segretario. «La stragrande maggioranza del movimento va in questa direzione – sottolinea il segretario comasco – Credo che la minoranza sia composta da persone mature e intelligenti che di certo guarderanno agli interessi della Lega e non a quelli particolaristici. Non credo ci siano le condizioni né le motivazioni per ipotizzare una scissione. Salvini non cambia il modo di pensare e di fare della Lega, ma ci permette solo di guardare avanti. È giusto che il nuovo venga avanti. Gli scontenti ci saranno sempre ma la direzione presa dal movimento è chiara».

Anna Campaniello

Nella foto:
La sfida a Matteo Salvini non ha portato fortuna a Umberto Bossi, sconfitto in maniera nettissima

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