San Giovanni, notte di violenza

alt Una coppia ha litigato per ore
Insulti e minacce ai giardini della stazione
La stazione San Giovanni e i suoi giardini abbandonati tornano teatro di nuovi gravi episodi di violenza. Dopo la vicenda che ha visto vittima un taxista, ferito al mento da un colpo di tenaglia, i balordi che frequentano la zona si sono resi protagonisti di un’altra notte da dimenticare, segnalata dagli abitanti della zona ormai esasperati dalla situazione. Un’animata discussione tra un uomo e una donna, probabilmente stranieri, iniziata verso le 18, è poi degenerata per tutta la notte. I due

, evidentemente alterati dall’alcol o dalla droga, hanno iniziato l’alterco minacciandosi a vicenda. Poi l’uomo, dopo avere rotto una bottiglia di vetro contro un albero, l’ha rivolta verso la donna urlando di volerla uccidere. Inutile il tentativo di alcuni passanti di dissuadere l’uomo, subito scoraggiati dall’atteggiamento estremamente aggressivo. A calmarlo, almeno per un po’, ci ha pensato la stessa “amica”, con la promessa di comprare subito una bottiglia di vodka. Ma nel cuore della notte la stessa ha ripreso la lite. Le urla della donna, che alternavano a chiara voce la richiesta di intervento da parte della polizia alle implorazioni all’uomo di non picchiarla più, hanno iniziato a svegliare i residenti. Il confronto si è protratto indisturbato almeno fino alle 4 del mattino, nell’oscurità del parco della stazione.
A nulla sono valse le richieste degli abitanti del quartiere di porre fine a un litigio che avrebbe potuto facilmente degenerare. Marcello Iantorno, assessore alla Sicurezza, è a conoscenza della situazione: «La zona della stazione San Giovanni è abbandonata e attira solo disperati. Nei prossimi mesi puntiamo a una riqualificazione dell’illuminazione e al presidio del territorio. Vogliamo coinvolgere la Protezione Civile, l’associazione degli ex Carabinieri e tutti i volontari che operano a Como nel sociale. Ma non parliamo di ronde – aggiunge Iantorno – sono troppo assimilabili a certe organizzazioni paramilitari che assolutamente non appartengono alla nostra cultura».
«Una volta ristabilita la legalità – chiude l’assessore – anche in questi giardini si potranno promuovere iniziative culturali che li valorizzino e non diano più l’idea di una zona fuori controllo». Resta da capire in quanto tempo questa zona potrà tornare sicura per i cittadini e degna di una città che anche da qui apre le sue porte ai turisti.

Nella foto:
Ancora una notte da incubo vissuta dai residenti vicino ai giardini della stazione

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