San Lazzaro, memoria scomoda nei dossier del Senato

San Lazzaro

Dario Franceschini ancora ministro dei Beni culturali? Como ha motivo di sperarlo, anche se la partita per il futuro governo Draghi è ancora tutta aperta. Nel cassetto del ministro ci sono infatti due interrogazioni scottanti su tesori lariani abbandonati, documenti che risalgono all’anno scorso. Nove senatori del Movimento Cinque Stelle si sono seduti al capezzale del complesso di San Lazzaro, a Como, la struttura di via Teresa Rimoldi dove sorge ciò che rimane dell’antica chiesa annessa all’ospizio di san Lazzaro dei lebbrosi, fondato al tramonto del XII secolo per dare accoglienza e assistenza ai malati di lebbra abitanti nella convalle; la chiesa risale anch’essa a fine XII-inizio XIII secolo ma fu ristrutturata 300 anni più tardi, ricostruendo la volta e sollevando il pavimento, e si caratterizza per avere le navate poste su due livelli diversi; sconsacrata fin dal 1779 e trasformata in abitazione e magazzini.
Come scrivono i nove senatori grillini firmatari del documento – Margherita Corrado, Luisa Angrisani, Orietta Vanin, Marco Croatti, Rosa Silvana Abate, Nicola Morra, Daniela De Lucia, Fabrizio Trentacoste e Iunio Valerio Romano – «la chiesa, benché da tempo in stato di abbandono, per la sua valenza architettonica e artistica è stata vincolata dal ministero per i Beni culturali con provvedimento del 14 marzo 2001 e dotata di una fascia di rispetto per evitare che l’edilizia contemporanea circostante potesse “inghiottirla”».
L’appello a Franceschini è netto: l’area è soggetta a rischio crollo, deve diventare pubblica: «Non abbiamo ricevuto risposta sinora – dice la senatrice Corrado – ci attendiamo che la società civile comasca sia parte attiva in questa battaglia culturale, la morte di beni come questi non è mai risarcibile».
L’altra interrogazione che vede in campo sette senatori grillini, capofila ancora la senatrice Corrado (archeologa e membro della 7ª Commissione permanente, cioè “Istruzione pubblica, beni culturali”), è quella che l’ottobre scorso ha riaperto il caso del “Grande cerchio” dell’ospedale Sant’Anna, scoperta archeologica di 13 anni fa che i firmatari non ritengono valorizzata a sufficienza. Con la Corrado firmatari sono il senatore monzese Daniele Pesco, la senatrice Danila De Lucia, pure membro della commissione cultura del Senato cosi come la senatrice pentastellata Luisa Angrisani, poi ci sono i senatori Marco Croatti, Fabrizio Trentacoste (archeologo e guida turistica) ed Elio Lannutti, giornalista.
Il sito fu scoperto nel 2007, in località Ravona-Tre Camini, nel comune di Montano Lucino (Como), poco distante dalla confluenza del torrente Val Grande nel fiume Seveso, dove venne inaspettatamente alla luce, durante i lavori di deviazione dell’alveo prodromici alla costruzione del nuovo ospedale “Sant’Anna” di Como. L’interrogazione chiede anche lumi su un secondo cerchio attiguo, scoperto nel 2017 dal professor Adriano Gaspani, astronomo dell’osservatorio di Brera.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.