San Pietro in Atrio, mostre “al buio”

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Polvere da spazzare ogni mattina, bagni inesistenti, luci che non funzionano. Un pessimo biglietto da visita. Eppure la Como turistica e della cultura ha un asso nella manica, ossia l’antica chiesa di San Pietro in Atrio in via Odescalchi 3.
Dagli anni Ottanta vi si svolgono mostre personali di artisti lariani e non, con regolarità. Basta fare richiesta all’Ufficio Cultura del Comune, e mettersi in lista d’attesa. Lo spazio è tra i più ambiti per chi voglia organizzare mostre tematiche e retrospettive di medio calibro: siamo nel cuore della città murata, a due passi da piazza San Fedele e dalle arterie principali dello shopping, con garanzia quindi di frequente passaggio. In più gli ambienti sono modulari e quasi da ritagliarsi su misura, e sotto il pavimento il restauro ha messo in luce permanentemente grazie a lastre di cristallo di adeguato spessore le vestigia dell’antico edificio sottostante. Una finestra aperta sul passato. Attualmente è in corso una mostra antologica dell’artista di Sesto San Giovanni Giovanna Gadda, classe 1930, tutta dedicata alla “Naturalis historia” di Plinio il Vecchio. Sabato scorso l’artista era in visita nella mostra, a cura del gallerista Michele Caldarelli.
Il pubblico non ha potuto tuttavia fare a meno di notare, oltre alle opere di forte impatto cromatico, e all’impaginazione della mostra stessa, anche le pecche del contenitore. Due delle quali sono di lunga data: l’assenza di servizi igienici, che comporta in caso di necessità la sosta in un bar, e il progressivo deterioramento della volta affrescata, che impercettibilmente si riduce a polvere che cade sul pavimento. In più, ciliegina amara sulla torta, un terzo dell’illuminotecnica fissa, ossia 8 su 24 faretti dell’impianto luci, ha le lampadine bruciate. Risultato? La parte centrale della mostra, dove è stato ricavato con le sedute disegnate da Eli Riva un angolo di meditazione dove sono riprodotte pagine dell’opera pliniana dedicate agli animali, è oscurata. E siamo nella città di Alessandro Volta.
La storia
Sono poche le notizie riguardanti la storia e l’edificazione della chiesa di S. Pietro in Atrio, in via Odescalchi 3. Le prime risalgono al 1181, in un documento che riporta una controversia tra i religiosi della chiesa di San Fedele e la famiglia De Piro. Se ne trova traccia qualche secolo più tardi, verso la fine del Cinquecento, quando il vescovo Feliciano Niguarda ne dà conto nella relazione della sua visita pastorale in città. La chiesa è stata restaurata dal Comune di Como negli anni ’80 e adibita a spazio espositivo

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