San Suu Kyi a Aja si difende su Rohingya

Dopo la denuncia per 'genocidio' minoranza musulmana

(ANSA) – ROMA, 8 DIC – La leader birmana Aung San Suu Kyi è partita per l’Olanda, dove martedì è attesa alla Corte penale internazionale dell’Onu all’Aja per difendere sé e il suo Paese dall’accusa di ‘genocidio’ nei confronti della minoranza musulmana dei Rohingya. Una vicenda – l’Onu ha apertamente accusato la Birmania di pulizia etnica – che ha provocato la fuga di circa 740.000 persone nel vicino Bangladesh, dove sono ammassate in condizioni pietose in campi profughi. Una vicenda che ha offuscato l’immagine internazionale della donna-simbolo che aveva resistito alla dittatura militare, vincendo il Nobel per la Pace. Oggi è accusata di passività, se non di accondiscendenza, nei confronti dell’implacabile azione dei militari verso la minoranza etnica, alla quale la Birmania nega anche il nome, Rohingya. In sostanza sono trattati alla stregua di immigrati illegali.

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