Cronaca

Sangalli: «L’aumento dell’Iva va cancellato, non rinviato»

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Il presidente nazionale di Confcommercio: «Siamo sempre più vessati»

Il crollo inarrestabile dei consumi e le famiglie sempre più “al verde” sono i fantasmi che hanno agitato la 68esima assemblea di Confcommercio che si è tenuta ieri al Grand Hotel di Como, a Tavernola.
Scongiurato, almeno per ora, l’aumento dell’Iva, la strada da percorrere per superare la crisi è ancora lunga. E, manco a dirlo, irta di ostacoli.
«Questo provvedimento (il passaggio dell’Iva dal 21 al 22%) è stato rinviato di alcuni mesi. Ma non è sufficiente. È fondamentale

non prevedere più questo ulteriore balzello. Anche perché si colpiscono le fasce più deboli della popolazione. Chi, spesso, non arriva a fine mese», ha detto Carlo Sangalli, presidente nazionale di Confcommercio, ospite d’onore dell’assemblea.
«Il nostro settore è sempre più vessato. Da burocrazia, fisco opprimente e adempimenti di ogni tipo. Ho sempre detto che la forza della ragione deve prevalere sulla forza dei muscoli. Ma a tutto c’è un limite. Non si deve esagerare», aggiunge Sangalli.
La situazione dunque non è rosea. «Basta parlare di aumenti. L’Iva andrebbe diminuita. L’Imu andrebbe rivista. Non è possibile far pagare l’imposta su una bottega o su un laboratorio come si trattasse di una villa al mare. Siamo soffocati dagli adempimenti», ha detto il presidente di Confcommercio Como, Giansilvio Primavesi. Impressionanti i dati. I consumi, in Lombardia, sono scesi del 5,45% nel quinquennio 2007-2012, mentre a Como il dato è pari a -4,6%. Sempre nella nostra regione, nel commercio, si sono persi 20mila posti di lavoro e si è passati da 48mila a oltre 3 milioni di ore di cassa integrazione in deroga con un incremento di ben 65 volte. «Il saldo tra imprese del commercio nate e chiuse si è attestato, nel 2012, a -5.424 e solo nella nostra provincia è a quota -207. E i primi mesi del 2013 non promettono nulla di buono. Le imprese hanno dato a sufficienza. Adesso tocca al governo», ha aggiunto il numero uno di Confcommercio Como. L’assemblea annuale è servita anche per guardare al futuro. «Aspettiamo Expo 2015 come occasione di rilancio. Ma per godere dell’enorme flusso di visitatori in arrivo dovremo dotarci di infrastrutture adeguate, a partire dalla variante della Tremezzina. Dobbiamo intercettare sempre più turisti sviluppando anche la cultura dell’accoglienza», dice Primavesi. A tal proposito è stato presentato un filmato, parte del piano “Cultura del sorriso” che punta a insegnare come approcciare i turisti. «Abbiamo assoluto bisogno del lungolago e di una città piacevole. A partire, ad esempio, da una stazione accogliente e non, come sembra, di uno scalo che verrà declassato – ha aggiunto il numero uno di Confcommercio – Sarebbe anche utile poter trasformare il nostro territorio di confine in una zona franca per poter reggere la concorrenza con la Svizzera».
«Sono tante le priorità. Bisogna innanzitutto sollecitare e far ripartire la domanda interna. Stop alle difficoltà di accesso al credito. Ma anche meno burocrazia», dice Sangalli. Tutto ciò perché «stiamo vivendo uno dei momenti più difficili della nostra storia repubblicana. Dobbiamo agire velocemente e in profondità valorizzando le risorse che consentono il passaggio verso lo sviluppo ed il rilancio dell’economia, in primis i settori del commercio, del turismo e dei servizi», ha detto Sangalli. Infine, una battuta spiritosa. «Io sono originario di Porlezza e quindi ho chiesto questa mattina di potermi iscrivere alla Confcommercio di Como. Giansilvio tu che sei il mio presidente, dammi buone notizie», ha concluso Sangalli.

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
La folta platea che ha partecipato all’assemblea di Confcommercio Como (Fkd)
29 giugno 2013

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