Sanità, 117 posti letto a rischio sul Lario

I tagli della spending review
La manovra di revisione della spesa potrebbe cancellare sul Lario 117 posti letto, una cinquantina dei quali al Sant’Anna e negli altri presidi che fanno capo all’azienda ospedaliera di via Ravona. Il dato è stato presentato ieri dalle organizzazioni sindacali durante la manifestazione di protesta organizzata davanti alla Prefettura proprio contro i tagli annunciati dal governo.
I rappresentanti dei lavoratori iscritti a Cgil, Cisl e Uil contestano soprattutto i tagli al settore pubblico
, sanità in testa. La manovra varata dal governo Monti, a detta delle organizzazioni sindacali è un modo per «fare cassa, con un’operazione di macelleria sociale e di tagli lineari». I tagli stabiliti nell’ottica di un risparmio sulle spese andranno a incidere anche sui posti letto degli ospedali.
«Attualmente Como ha una media di 3,9 posti letto ogni mille abitanti, un dato virtuoso rispetto al limite di 4 previsto dalla normativa in vigore – dice Salvatore Monteduro (Uil) – Con la nuova norma prevista nell’ambito della manovra di spending review il parametro scenderà a 3,7 posti letto ogni mille abitanti. Questo, sul Lario potrebbe portare alla chiusura di 117 spazi ricovero negli ospedali».
Stando alle prime informazioni, almeno il 40% dei tagli dovrebbe avvenire negli ospedali pubblici. Tradotto, significa che una cinquantina di letti saranno tagliati tra il Sant’Anna e i presidi di Cantù, Mariano e Menaggio. I restanti tagli, invece, interesseranno le strutture pubbliche accreditate, ovvero in particolare il Valduce, il Fatebenefratelli di Erba e il Moriggia Pelascini di Gravedona. «Le ricadute saranno sicuramente pesanti e non sarà facile capire come e dove intervenire con i tagli – insiste Monteduro – Al momento, non è possibile dirlo con esattezza. Si tratta di capire innanzitutto se si dovranno fare tagli lineari, ovvero in generale, suddivisi su tutti i comparti di degenza, oppure se si faranno ragionamenti più complessi sui bisogni effettivi del territorio. Nel primo caso, ovvero con i tagli lineari, le conseguenze sarebbero traumatiche – conclude il sindacalista della Uil – Soprattutto in alcuni comparti, infatti, siamo già al limite e il rischio sarebbe una pesante ripercussione sul passaggio, già complicato, dal pronto soccorso ai ricoveri. Diversamente, sarebbe auspicabile almeno andare a fare un’analisi precisa dei bisogni per capire dove eventualmente vi siano spazi di manovra che non comportino ricadute negative per gli utenti e i cittadini».

Anna Campaniello

Nella foto:
Nelle strutture pubbliche comasche legate all’azienda Sant’Anna i posti letto a rischio sono almeno una cinquantina

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