«Sanità, Como è la dependance di Varese»

Angelo Orsenigo

La denuncia è di Angelo Orsenigo, candidato Pd alle regionali

I problemi da far emergere durante la campagna elettorale e soprattutto, se eletti, da affrontare a Palazzo Lombardia sono sempre di più.
Tra i più urgenti sicuramente quelli della sanità, come sottolineato da Angelo Orsenigo, segretario provinciale del Partito democratico, che ieri, in un’apposita conferenza stampa sul tema, ha denunciato come la sanità lariana «stia diventando, al pari di tutto quello che riguarda il territorio comasco, la dependance di quella di Varese».

Angelo Orsenigo © A.Nassa | Angelo Orsenigo

Rapporto di sudditanza evidente, a partire dai posti letto negli ospedali. «A Varese ne risultano circa 4,08 per 1000 abitanti, a Como ci si ferma alla soglia di 2,04. Si tratta del risultato di una progressiva diminuzione di posti letto, volontà di una politica precisa che, di fronte alla reale disponibilità di risorse, preferisce destinarle altrove».

E per rafforzare la teoria, Angelo Orsenigo snocciola altri dati. «Senza andare troppo indietro negli anni, solo nel 2017 sono aumentati i pazienti ricoverati al Sant’Anna dopo una visita al pronto soccorso: 11.664 rispetto ai 11.427 del 2016 (+237), pari al +2%. Questo evidenzia come il carico per i reparti sia aumentato, già in situazione di scarsità di posti letto, e si debba far fronte anche ai pazienti provenienti dal pronto soccorso. Nonostante ciò la chirurgia, con il recente accorpamento, è stata depotenziata in modo sostanziale.

Quale ospedale potrebbe essere realmente considerato punto di riferimento per il territorio senza alcune “offerte” di servizi come ad esempio l’ematologia? Eppure questo è ciò che succede a Como», aggiunge il candidato alle regionali del Pd. Quello proposto da Angelo Orsenigo è innanzitutto un approccio serio al sistema sanitario comasco che oggi è stato centralizzato, con il risultato dell’acutizzarsi delle famigerate attese per le visite così come in pronto soccorso. Una prima parziale soluzione è proposta dallo stesso Orsenigo. «Per uscire dall’empasse occorre attivare in modo davvero efficace la medicina territoriale, con una rete di poliambulatori che includano come parte attiva la Cittadella Sanitaria. È importante che in questo contesto vi sia un ambulatorio aperto per 18 ore al giorno capace di svolgere attività di supporto soprattutto ai malati cronici e riacutizzati e che alleggerisca il Pronto soccorso dalle patologie meno gravi, integrando l’offerta dei medici di medicina generale anche con il supporto di diagnostica di base. È necessario mettere in campo tutte le iniziative possibili per snellire le attese anche incentivando gli operatori, dando comunque la priorità rispetto alle visite private svolte all’interno della struttura», spiega Angelo Orsenigo.

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1 Commento

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    Pinuccia , 15 Febbraio 2018 @ 9:18

    Ma Como è la dependance di Varese solo per la sanità ?

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