Sanità lombarda verso la contro-riforma, plauso Pd e M5S

Il consigliere regionale del Pd, Angelo Orsenigo

La settimana prossima la giunta lombarda dovrebbe presentare le linee guida della riforma sanitaria alla Commissione competente. Si avvia così l’iter per correggere le modifiche apportate durante il mandato Maroni che, tra le altre cose ha accorpato Como e Varese, un territorio vasto e popoloso sotto un’unica Ats, creando difficoltà organizzative. Puntato solo sulle eccellenze negli ospedali e ridotto invece posti letto e numeri del personale medico e paramedico.

«Siamo alla resa dei conti: presto scopriremo se vorranno correggere seriamente gli errori del passato o se procederanno soltanto a un maquillage di facciata» commenta Raffaele Erba, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle. «Il nodo cruciale è sempre il solito: la giunta favorirà ancora i soggetti privati o finalmente potenzierà la sanità pubblica? Guardando i numeri degli ospedali privati presenti in Lombardia, siamo seriamente preoccupati» conclude Erba.

«È un bene che i vertici di Regione Lombardia si stiano finalmente attivando per rivedere la legge 23 del 2015 sulla sanità lombarda (altresì conosciuta come Riforma Maroni) e porre una soluzione alle enormi criticità del nostro sistema sanitario evidenziate dall’emergenza Covid – dice Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Pd – Fa ancora più piacere che le proposte e osservazioni avanzate negli scorsi cinque anni dal Partito Democratico in materia sanitaria siano la vera spina dorsale del piano di riforme ora presentato dalla giunta. Mi riferisco alla riattivazione del vecchio Ospedale Sant’Anna alla necessaria valorizzazione dei medici di base il cui numero è troppo esiguo» conclude Orsenigo.

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