Sanitari non vaccinati, avviate le prime sospensioni

Vaccinazioni

Cosa ne pensa del “modello Macron” sull’utilizzo del green pass per accedere ai locali pubblici? Giuseppe Catanoso, direttore sanitario di Ats Insubria crede che più dell’obbligo a vaccinarsi possa fare l’operazione di convincimento della bontà del vaccino.

«Dobbiamo convincere gli incerti che il vaccino è la strada giusta – spiega – Non esclude l’infezione, ma tiene a distanza la malattia con cui dovremmo convivere invece a lungo, così come gli altri virus influenzali». Discorso diverso per chi è obbligato dalla legge a vaccinarsi, come in tutte le professioni sanitarie. «Abbiamo avviato gli accertamenti e anche le prime sospensioni per chi non è vaccinato – spiega – Le procedure sono partite in questi giorni, si tratta dei primi provvedimenti, i numeri sono in progress».
Per la provincia di Como si parlava di circa 2mila persone. «Le cifre si sono ridotte – spiega Catanoso – L’iter prevede due inviti formali da parte di Ats. Alcuni hanno fornito esenzioni per motivi sanitari, altri non esercitano più. Già dopo il primo richiamo i numeri sono scesi, per un’adesione di circa il 40%. Noi però andiamo avanti come prevede la legge, fino alla sospensione».

Ats Insubria confida insomma di convincere a breve gli indecisi.
«Valutiamo ogni caso singolo, se ci sono gli estremi della sospensione. C’è stato chi, nel frattempo, si era prenotato. Sospendere qualcuno dal lavoro è un atto importante. Così, al momento in cui inviamo la Pec con il provvedimento abbiamo già cercato tutte le strade di mediazione. Noi andiamo però avanti, nel rispetto della legge. Sappiamo che sono già stati presentati ricorsi e contro ricorsi, conosciamo il comportamento differente da parte di altre Ats, ma è giusto che tutti sappiano che all’interno di Ats Insubria diamo corso alla legge», conclude perentorio il direttore sanitario.

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