Santa Teresa: giro d’affari da 200mila euro. I retroscena della clamorosa inchiesta della polizia locale

Polizia locale

La “Santa Teresa sas”, società fallita che avrebbe “gestito” i parcheggi abusivi scoperti dalla polizia locale di Como in piazza Santa Teresa, aveva stipulato nel 2005, con l’amministrazione cittadina, una convenzione per la costruzione di un parcheggio nel sottosuolo, che tuttavia non prevedeva alcun titolo e diritto per creare altri parcheggi in superficie dove poi sono invece stati trovati. Posti che per l’accusa – pm Pasquale Addesso – erano utilizzati abusivamente fin dal 2013. Il decesso nei giorni scorsi dell’indagato, ha tuttavia fatto decadere questo ampio filone di indagine che raccontava di un giro d’affari (in gran parte in nero) di poco meno di 200mila euro.
I posti, infatti, venivano affittati mensilmente con tariffe dai 60 agli 85 euro. La clamorosa inchiesta di cui abbiamo raccontato ieri (iscritto sul registro degli indagati è rimasto solo il titolare di una ditta di autosoccorso, un 42enne residente a Como) era partita da segnalazioni di automobilisti che parcheggiavano l’auto in piazza Santa Teresa e poi non la ritrovavano più. Già, perché nonostante gli stalli fossero abusivi, attorno ad essi girava una vera e propria economia di affitti e pagamenti che portava a rimuovere le auto di chi non pagava la sosta. Le accuse della Procura parlano di usurpazione di funzioni pubbliche e anche di estorsione. Per riavere indietro le auto, infatti, gli automobilisti erano costretti a versare somme mai inferiori ai 150 euro. Esborsi che tra l’altro non erano affatto dovuti per un duplice motivo: il primo è che l’area dove avvenivano le rimozioni era pubblica, quindi al massimo avrebbe dovuto intervenire una pattuglia della polizia locale e non il carro attrezzi in autonomia; secondo, anche fosse stata un’area privata la rimozione – per legge – avrebbe dovuto essere a carico di chi chiamava il carro attrezzi, che in un secondo momento avrebbe potuto al massimo rivalersi sull’automobilista. A Como, invece, le cose funzionavano al contrario. E non solo in piazza Santa Teresa ma anche, si legge nelle carte, per rimozioni non autorizzate in piazza Camerlata, nelle vie che circondano l’Inps (via Pessina e via Calderini), e pure in viale Fratelli Rosselli.

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