Santa Teresa, l’Insubria restituirà le chiavi in giugno

collegio di Piazzale Santa Teresa a Como

Una nota dell’Università dell’Insubria cerca di mettere fine al braccio di ferro tra Palazzo Cernezzi e lo stesso ateneo riguardo il dormitorio di Santa Teresa. Nei giorni scorsi la giunta Landriscina aveva preso atto della rinuncia da parte dell’Università dell’Insubria alla struttura. Si tratta di una residenza con 17 stanze per 35-37 posti letto complessivi, oltre a cucine e spazi comuni. Inaugurata nel 2003, la struttura ha avuto fin dall’inizio problemi per identificare un gestore. In seguito era stata divisa, così come La Presentazione di via Briantea (165 posti letto), tra Politecnico e Insubria. Il Politecnico ha però restituito le chiavi già nel 2013, mentre l’Insubria ha annunciato il suo disimpegno. Lavori troppo onerosi per il ripristino della cucine e residenza più idonei ai soggiorni brevi della Como Lake School, ad esempio, aveva spiegato il prorettore vicario dell’Insubria, Stefano Serra Capizzano.
Dal canto suo, l’assessore al Patrimonio aveva impugnato il contratto, che impone almeno sei mesi di preavviso da parte del locatario.
Ieri, il chiarimento «in merito alla questione della rinuncia da parte dell’Università dell’Insubria all’immobile di Santa Teresa, di cui avete pubblicato le motivazioni spiegate dal Prorettore Stefano Serra Capizzano – si legge nella nota dell’ufficio stampa dell’Insubria – il Consiglio di amministrazione dell’Ateneo, che si è riunito ieri (mercoledì ndr) chiarisce la questione burocratica del preavviso».
Lo stesso consiglio aveva in sostanza deliberato su Santa Teresa lo scorso 21 novembre 2018, quando «è stata comunicata al Comune di Como la decisione di riconsegnare il compendio denominato Collegio Santa Teresa – si legge nella nota – Il Comune di Como, prendendo atto della decisione, ha chiesto il rispetto del termine di preavviso di sei mesi, previsto dal contratto a suo tempo sottoscritto. L’edificio verrà pertanto riconsegnato il 30 giugno del corrente anno».
Termini rispettati, quindi e “pace” fatta tra Comune e Insubria su questo aspetto.

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